La giovane contessa irride il precariato COMMENTA  

La giovane contessa irride il precariato COMMENTA  

Leggiamo un articolo su liberoquotidiano.it che fa venire la pelle d’oca. In un’intervista ad A, ovvero un settimanale, la giovane contessa Beatrice Borromeo si confida sulle difficoltà che s’incontrano in Italia per trovare lavoro e quindi il bisogno, lo stimolo e l’obbligo di scappare dall’Italia.

No, avete capito male, non come quei ricercatori che a malincuore lasciano famiglia e terra per cercare un posto altrove degno delle proprie capacità e dignitosamente remunerativo.

Ripeto, no. La Borromeo fa una scelta coraggiosa, ovvero corre a studiare alla Columbia University di New York, un luogo ambitissimo e costosissimo, dove affinare le tecniche di giornalismo.

A pensarci bene, chi è che non ci andrebbe avendo le possibilità? Oltretutto deve essere sfuggito alla Borromeo che lascia qua in Italia un posto al Fatto Quotidiano che a questo punto, visto il prezioso punto di vista, viene anche la curiosità di sapere con quale domanda di regolare assunzione si sia stato procurato.

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Scusateci, ma un’offesa simile al mondo del precariato, fatta da una giornalista praticante che va a migliorare in America volando dieci passi sopra la crisi e spendendo cifre impensanbili per noi comuni mortali, beh, fa male.

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