La Lega ha mangiato a Roma per 20 anni: scusateci è stato un errore COMMENTA  

La Lega ha mangiato a Roma per 20 anni: scusateci è stato un errore COMMENTA  

Bossi si accorge, dopo 20 anni, che essere andati a Roma è stato un errore. Il “mea culpa” va in scena durante un comizio del Carroccio a Como. Il partito Leghista, e Bossi in particolare, ultimamente sembra voler liquidare tutti i recenti avvenimenti, tutti i suoi “peccati”, riducendoli a “errori” ragazzate. É evidente il tentativo di sminuire quanto fatto da Renzo Bossi, oppure, gli investimenti in Tanzania e su tanti altri aspetti su cui bisogna far luce. Bossi, però, non può dire che l’essere andati a Roma è stato un errore. Troppo comodo. Il partito Leghista “mangia” a Roma da 20 anni, da Roma ha avuto cospicui rimborsi elettorali (per info chiedere a Renzo Bossi, Rosi Mauro o Belsito). A Roma Bossi continua a esserci perché, se da un lato ha dato le dimissioni (parziali diciamocela tutta) da segretario della Lega, dall’altro si è ben guardato dal rinunciare alla sua carica (ben pagata) di Senatore. Un’atteggiamento irritante e ipocrita. Sempre a Roma, la Lega ha partecipato alle spartizioni delle poltrone, come qualsiasi altro partito. Bossi, forse credendo che al di sotto del Po’ sono tutti stupidi, insiste con la tesi del complotto contro la Lega: «Evidentemente qualcosa non quadra, oppure, è un paese di merda, in cui a Reggio Calabria avanzano il tempo di pensare alle beghe della Lega con tutta la mafia che hanno. Qualcosa puzza». Se lingotti d’oro, diamanti, gestione opaca del denaro del partito e qualche indagato sono semplici beghe… Oggi Bossi può riempirsi la bocca con parole come “liberazione”, “indipendenza”, “Padania” ma restano parole. I fatti ci dicono ben altro. «Spero sempre che nessuno vada più a fare il deputato a Roma, me compreso». Nulla di più semplice, è sufficiente non presentarsi alle prossime elezioni del 2013. Siamo certi, però, che nel 2013 la Lega sarà ai nastri di partenza con gli stessi slogan di 20 anni fa.


Vincenzo Borriello

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*