La Lega scende in Piazza Duomo COMMENTA  

La Lega scende in Piazza Duomo COMMENTA  

Parola d’ordine unità.

La Lega scende in piazza a Milano contro il governo Monti e per mettersi alle spalle le tensioni e le divisioni degli ultimi mesi.


Sono giunti in migliaia in piazza Castello a Milano da tutte le parti d’Italia per partecipare alla manifestazione contro il governo organizzata dalla Lega Nord. Secondo le stime degli organizzatori, si va dalle 60 mila alle 75 mila persone, mentre la Questura parla di 50mila

Piazza Duomo gremita prima dell’inizio del corteo, che da piazza Castello ha portato i militanti nel cuore di Milano.  Ad aprire i discorsi sono stati prima gli amministratori locali, il sindaco di Monza Marco Mariani e il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, che hanno contestato la politica del governo nei confronti degli enti locali. Quindi è stata la volta dei governatori di Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia. Poi, ha parlato il leader Umberto Bossi.


Alta tensione a Milano. Da una parte le solite provocazioni di Umberto Bossi che aizzano il popolo leghista, dall’altra il clima estremamente teso per i dissapori interni con Roberto Maroni.


Il Senatur ha detto, durante il suo intervento: “a Berlusconi do un suggerimento, la Lega ti chiede di far cadere questo governo infame o non riuscirà a tenere in piedi il governo della Lombardia, dove ne stanno arrestando uno al giorno. Monti fuori dai coglioni. Ci vuole una tobin tax per mettere sulla retta via le banche ma uno che viene da una grande banca che ha fatto fallire il mondo le banche non le tocca, tocca la povera gente”.

Mentre Bossi imprecava letteralmente contro Monti e compagnia, la folla ha urlato più volte ”Maroni, Maroni”, chiedendo che l’ex ministro prendesse la parola. Ma il Senatùr non l’ha consentito nè a lui, nè ad altri dirigenti della Lega. Non sono quindi mancati i fischi all’indirizzo di Bossi che ha invitato lo stesso Maroni e Reguzzoni a stringersi la mano sul palco. I due, però, non ce l’hanno fatta. Il Senatur ha fatto finta di nulla e ha proseguito il suo discorso sottolineando che ”tutti hanno fatto un passo indietro”.

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Subito dopo Bossi ha lanciato l’urlo ”Padania libera” per cercare la risposta unitaria di tutta la folla. Maroni, in piedi sul palco, non ha battuto ciglio ma sorridendo ha guardato la parte della folla che lo acclamava. Presente, con loro, anche Rosy Mauro. Quasi contemporaneamente dal palco l’europarlamentare Matteo Salvini ha mostrato verso piazza Duomo una sciarpa con la scritta ‘Barbari sognanti’, che è diventato ormai il motto dei maroniani.

Nonostante i palesi dissapori, Bossi non perde la fiducia nella coesione del partito. Verso la fine della manifestazione si rivolge, infatti, al suo popolo affermando che la Lega Nord “non è mai stata divisa”, inoltre, aggiunge che alle prossime amministrative la Lega può “andare da sola, abbiamo la forza per vincere da soli”.

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