La legge sulle intercettazioni in cambio del sostegno a Monti

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La legge sulle intercettazioni in cambio del sostegno a Monti

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C’è da chiedersi se una legge sulle intercettazioni debba trovarsi nell’agenda di un “Governo Tecnico” nato per portare l’Italia fuori dalla crisi. La risposta più logica sembra essere “no”. Eppure di tanto in tanto, il Governo in carica tocca, sfiora e, in alcuni casi affonda sul tema. È il caso delle recenti esternazioni di Monti che, parlando delle intercettazioni del Presidente della Repubblica ha detto:

“E’ peraltro evidente a tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi”, per cui “è compito del governo prendere iniziative a riguardo”.

Probabile sia compito del Governo intervenire in materia ma, non di questo Governo nato con ben altri compiti. Monti fa sua una battaglia che fu del governo Berlusconi. Inutile negare che una legge volta a limitare tale strumento farebbe comodo anche ad altri schieramenti politici. A voler pensar male si direbbe che una legge sulle intercettazioni possa essere una pedina di scambio con il Pdl che garantirebbe il sostegno al Governo.

Non è un caso l’immediata risposta di Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl

Dopo quello che ha detto ieri il presidente Monti riproponiamo il ‘trittico’: una incisiva legge sulle intercettazioni, del resto invocata anche dal Presidente del Consiglio, la riscrittura di alcuni aspetti della legge sulla corruzione e di alcun aspetti della legge approvata dalla Camera sulla responsabilità civile dei giudici. Poi vanno esaminate eventuali nuove idee su altre questioni”

Chicchitto, addirittura, si prende il dito con tutta la mano e rilancia sulla responsabilità civile dei giudici. Monti si apprestata a siglare il patto con il diavolo pur di restare in carica.
Vincenzo Borriello

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