La lingua napoletana a Strasburgo COMMENTA  

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La notizia è di quelle che fanno sorridere. L’eurodeputato Rivellini – lo ricordiamo per le sue gigantografie che tappezzavano i muri della città in occasione di diverse tornate elettorali – annuncia un intervento nella seduta di oggi in lingua napoletana.

Oggi al Parlamento Europeo si vota la ricandidatura alla guida della commissione europea di Jose Manuel Durao Barroso, dunque non si vede il motivo per parlare in napoletano.

L’ex aennino, ora pidiellino in cerca di notorietà, vuole mostrare a tutti che il napoletano è una lingua con una sua grammatica e una letteratura. Rivellini non sa che esiste un regolamente che impone ai parlamentari di esprimersi in lingua comunitaria (sono 23 le lingue comunitarie e tra queste non compare il napoletano). Però su una cosa ha ragiona, il napoletano è una lingua viva e vive in un certo contesto con una sua dignità.

Quello in cui si trova (forse incoscientemente) Rivellini non è il posto per parlare napoletano, i problemi di Napoli e del Sud sono decisamente noti e complessi tanto da poter essere espressi anche in italiano.

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Ricordiamo a Rivellini che in seduta plenaria (14 .- 17 settembre) i deputati europei voteranno per decidere se approvare la candidatura di José Manuel Barroso per un secondo mandato di cinque anni; ascolteranno il discorso inaugurale del Presidente Jerzy Buzek; discuteranno di aiuti pubblici per comprare il burro e il latte in polvere e del vertice del G20 a Pittsburgh; infine, alcuni europarlamentari contesteranno l’accordo sul trasferimento di dati banchari UE-USA tramite la rete SWIFT. Una domanda: cosa c’entra il napoletano? ? ? …continua.

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