La maledizione della Minerva: Laurearsi a La Sapienza

Roma

La maledizione della Minerva: Laurearsi a La Sapienza

Ad un anno dalla laurea i laureati de La Sapienza in che condizione lavorativa di trovano? A rispondere alla domanda ci pensa Almalaurea pubblicando il rapporto della condizione occupazionale dei laureati del 2011.

Circa il 45% ha partecipato ad almeno un’attività di formazione post-lauream (in testa i laureati in Giurisprudenza, seguiti a lunga distanza da quelli in Ingegneria, Medicina, Farmacia e Psicologia), quindi poco meno della metà dei laureati ha continuato il suo percorso di formazione. Circa il 22% è impegnato in questa attività così tanto da non lavorare e da non cercare un impiego (in ordine tra i più impegnati nell’attività formativa e di praticantato troviamo i laureati in Giuriprudenza, Fisica-Matematica e Ingegneria; mentre i meno impegnati risultano i laureati in Farmacia, Medicina e Scienze della Comunicazione).

Comunque ad un anno dalla laurea più del 55% dei laureati lavora e le facoltà con risultati migliori sono in ordine: Farmacia, Ingegneria, Medicina, Scienze della Comunicazione, Scuola per archivisti e bibliotecari ed Economia; mentre il tasso di disoccupazione più alto ad un anno dalla laurea lo raggiungono i laureati delle facoltà di Studi Orientali, Scienze Umanistiche, Scienze Politiche, Lettere e Filosofia e Psicologia.

Il 40% dei laureati ha un lavoro part-time mentre solo il 29% un contratto stabile e lo stipendio mensile si aggira tra i 1200 e i 650 euro.

Ad un anno di di stanza dall’inizio del lavoro, chi lavora ha notato un miglioramento nelle competenze e nella posizione lavorativa, ma solo per i laureati in Farmacia, Medicina, Architettura, Ingegneria e Scienze della Comunicazione la laurea si rivela efficacie nello svolgimento del lavoro, e ciò non avviene per le facoltà umanistiche.

Sarà per la difficile situazione o per la paura di immettersi nel mondo del lavoro, ma più dell’80% dei laureati ad un anno dalla laurea continua a studiare, a migliorarsi, ma quando si avrà l’indipendenze e la stabilità per iniziare a vivere?

Valeria Parisi

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