La mano è la finestra della mente

Attualità

La mano è la finestra della mente

Richiamare l’attenzione dei giovani sulla funzione sociale dell’artigianato e stimolare l’ingegno, la fantasia e la creatività.
Questo, in sintesi, lo scopo del concorso organizzato dal Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Cuneo “La mano è la finestra della mente”, che vedrà il suo momento conclusivo nella cerimonia di premiazione il prossimo venerdì 20 aprile, alle ore 9.00, presso il Centro Incontri della Provincia di Cuneo.
Il concorso, patrocinato dalla Provincia di Cuneo, dalla Camera di Commercio e del Provveditorato agli studi, era riservato agli studenti delle scuole secondarie statali di II grado e delle Agenzie Formative della provincia di Cuneo e ha visto la partecipazione 13 istituti cuneesi per un totale di oltre 200 ragazzi coinvolti.
Gli studenti hanno dovuto realizzare un progetto, affrontando sia l’aspetto “scientifico” della ricerca e sviluppo, attraverso disegni tecnici, schizzi, bozzetti, rendering e simulazioni numeriche, sia l’aspetto pratico, con la produzione del corrispondente modello, prototipo, manufatto.
“L’iniziativa – commentano Stefania Bongiovanni e Gabriele Taricco, rispettivamente presidente e vice presidente del Movimento Giovani Imprenditori – propone nel titolo una celebre frase del filosofo Immanuel Kant: un frase bicentenaria ma che abbiamo ritenuto di straordinaria attualità.

La mano per un artigiano edile, metalmeccanico, alimentarista, informatico è un utensile estremamente specializzato. Molto spesso però ci si dimentica che ciò che muove la mano è il cervello, e dunque è la mano che dà forma all’intelligenza ed è la mano che comunica la cultura. La cultura del fare, la cultura artigiana”.
“Mai come in questo momento – conclude Domenico Massimino, presidente provinciale di Confartigianato Imprese Cuneo – occorre istaurare nei giovani l’idea che il mestiere di artigiano possa realmente rivelarsi ricco di soddisfazioni. Troppo spesso la nostra categoria viene sminuita, spesso a causa di una cultura che ha dimenticato l’importanza del fare, e del saper fare. Attraverso il nostro Movimento Giovani Imprenditori, molto attivo su questo fronte, stiamo attuando numerose iniziative per promuovere e spiegare alle giovani leve cosa realmente voglia dire essere artigiano, essere imprenditore di se stesso. La speranza è quella di svecchiare il cliché “dell’artigiano di bottega”, che pure ha contribuito – e non poco – alla formazione del nostro sistema economico, per elevarlo al ruolo che oggi merita, nell’interesse del nostro territorio e delle nuove generazioni”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche