La misteriosa morte del georgiano COMMENTA  

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Proseguono le indagini dell’omicidio di Revaz Tchurdaze, il 50enne georgiano ucciso venerdì pomeriggio a colpi di 7,65 in pieno centro a Bari. Si ricerca soprattutto di capire se nell’accaduto ci sia un coinvolgimento di parte della comunità georgiana presente ne capoluogo pugliese o sia un rendimento di conti di qualche barese.


Si nascondono molte ombre dietro l’assassinio: la procura di Bari, con Marcello Quercia e il capo della Squadra mobile, Luigi Rinella perquisendo l’abitazione del georgiano hanno scoperto diecimila euro formate da banconote di grande taglio e nuovissime escludendo quindi la pista di spaccio e ricettazione; gli investigatori stanno seguendo la via telefonica per trovare altri indizi e hanno sequestrato due computer che però sono bloccati da sistemi di protezioni.


I dubbi attorno all’uccisione di Tchurdaze contengono contrapposizioni: innanzitutto la presenza di diecimila euro in una casa comunque modesta, la sparizione di un amico russo della vittima scomparso nel nulla di cui è stata ritrovata una sua foto vicino al premier Putin; inoltre si presuppone che la vittima frequentasse  alberghi di lusso in giro per l’Italia.


La procura di Bari, quindi, sta contattando l’Interpol per avere informazioni sulla figura di Tchuradze. L’uomo, che era sprovvisto del permesso di soggiorno, è stato fermato dai carabinieri nei mesi scorsi ma sembrerebbe non sia stato emesso alcun provvedimento di espulsione; ed è stato chiamata l’ambasciata georgiana per procedere all’autopsia.

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Si sono molti indizi e altrettanti misteriosi dubbi sullo sfondo, probabilmente non solo cittadino. In ogni caso la procura provvederà a risolvere e trovare l’assassino e le cause della morte nel più breve tempo possibile.

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