La moderna Torino sotterranea, e suoi labirinti COMMENTA  

La moderna Torino sotterranea, e suoi labirinti COMMENTA  

Torino conferma la sua doppia natura. Sopra ordinata e facile da percorrere, sotto un dedalo di cunicoli bui, labirintici o “catacombici”.

Attenzione: non stiamo parlando delle belle visite al Museo Pietro Micca, fatte da tutti i ragazzini torinesi alle medie e da alcuni ragazzi delle superiori.


Stiamo parlando di Porta Susa.

Due brave giornaliste della Stampa (Elisabetta Graziani e Chiara Priante) hanno fatto notare un problema che persiste da parecchi mesi. Facile andare via, ma se si arriva (magari da Aosta, come il sottoscritto) sono cavoli. 2 uscite per raggiungere la metro non sono molte sui lunghi binari (300m), ma il peggio è costituito dalla cartellonistica. Vengono definiti ambigui, con la diplomazia dei giornalisti importanti, ma da pubblicista mi posso permettere meno diplomazia e dire: alcuni sono proprio sbagliati.


Non vogliamo mai essere solo critici: la proposta? Spendere (pochi) euro per correggere e chiarire la cartellonistica, magari mettendo qualche segnalazione per la stazione di XVIII dicembre (snobbarla solo per costringere la gente a usare quella più nuova sembra un’idiozia, anche perché qualcuno vorrebbe davvero solo uscire in Piazza senza prendere la Metro. Banalità, certo. Però, a Torino, ne servono parecchie, di “banalità” (leggasi http://torino.notizie.it/gttdisservizi/). Aspettiamo risposte.


Vittorio Nigrelli

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