La morte di Piermario Morosini COMMENTA  

La morte di Piermario Morosini COMMENTA  

Piermario Morosini, centrocampista di 25 anni in forza al Livorno è deceduto sabato 14 aprile, non si conoscono ancora le cause della morte, si ipotizza un arresto cardiaco, ma bisognerà attendere l’esito degli accertamenti.


La tragica morte del giocatore sembra assurda se si pensa che queste persone sono sottoposte ad attenti controlli giornalieri; o forse più semplicemente sono in momenti come questi che l’uomo riscopre la sua fragilità.


Ci aspettiamo che gli sportivi siano esentati da certe umane debolezze, poi in occasioni simili ci accorgiamo che l’uomo nulla può contro il suo destino, un destino che a volte pare giocare crudelmente con le nostre vite.


Morosini era un ragazzo fortunato, sembrava destinato a grandi cose, faceva un lavoro che tutti desidererebbero fare, eppure quel giovane ha visto morire prima i suoi due genitori e poi due suoi fratelli; ed ora la sua vita troncata in un attimo su un rettangolo verde.

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La morte di uno sportivo sui campi da gioco è fatto invero raro, ma tragici incidenti che nulla hanno a che fare con i gesti atletici non sono poi così rari.

Pensando solo ai fatti italiani, senza quindi scomodare il recente incidente inglese occorso a Fabrice Muamba, la memoria scorre subito alla morte del centrocampista perugino Renato Curi che si accasciò al suolo al 5° del 2° tempo di un Perugia – Juventus.

Poi l’arresto cardiaco occorso a Lionello Manfredonia il 30 dicembre 1989 durante un Bologna – Roma, quel giorno la temperatura era di 5° sottozero; in quell’occasione i soccorsi furono tempestivi e al giocatore venne praticato un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca.

Poi Nwankwo Christian Kanu, che dopo aver vinto la Coppa Campioni con l’Ajax approdò a Milano sponda nerazzurra nel 1996, i dottori dopo un controllo si accorsero di una malformazione congenita che gli avrebbe bloccato la carriera.

E ancora recentemente Antonio Cassano che rischiò veramente la morte e la morte del pallavolista Vigor Bobolenta.

Per ricordare questo sfortunato ragazzo penso che le parole di Ligabue possano riassumere tutta la nostra impotenza :”Andarsene a neanche venticinque anni su un campo di calcio. E in quei pochi anni di vita avere perso il padre, la madre e un fratello. Che cosa vuol dire? Perché? La rabbia e la commozione non permettono di trovare una risposta decente a quelle domande, ma credo che non la troveremo nemmeno quando quei sentimenti si attenueranno un po’ “.

 

Cereda Stefano

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About Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.

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