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La narcolessia: la malattia non riconosciuta

Salute

La narcolessia: la malattia non riconosciuta

Sonnolenza continua, attacchi di sonno improvvisi, nei momenti più imprevedibili. E poi, la cataplessia, la rapida perdita del tono muscolare causata da manifestazioni emotive come riso, collera, eccitazione, sorpresa, che può andare da una breve e parziale debolezza, ma anche cadute improvvise, l’impossibilità di muoversi e di parlare, anche se il soggetto è cosciente o almeno parzialmente conscio di ciò che gli sta accadendo. E confusione, disorientamento temporale e spaziale, allucinazioni notturne.

Sono tutti i sintomi della narcolessia, o “malattia del sonno”, malattia neurologica cronica che altera la capacità del cervello di regolare la veglia e il sonno, a causa della mancanza di una sostanza (orexina) che non viene più prodotta. Si stima ne soffrano 25mila individui in Italia. Ma la diagnosi è difficile: solo 2mila casi sono ad oggi riconosciuti. Perché è una malattia di cui soffrono soprattutto gli adolescenti: si addormentano in classe, mentre aspettano l’autobus, addirittura mentre mangiano. E così, spesso viene confusa con pigrizia e svogliatezza.

A Bologna esiste un Centro del Sonno, specializzato nella diagnosi e nel trattamento di questa malattia.

Si adottano due metodi di cura: la terapia farmacologica, che spesso non riesce però a controllare tutti i sintomi; e quella comportamentale, che consiste nel consentire al ragazzo narcolettico di programmare diversi “pisolini” da distribuire nell’arco della giornata, per riuscire a mantenere alto il livello di concentrazione.

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