La nave dei veleni: sotto accusa la Grimaldi Lines COMMENTA  

La nave dei veleni: sotto accusa la Grimaldi Lines COMMENTA  


La nave dei veleni: sotto accusa la Grimaldi Lines
Un cargo il 17 dicembre ha perso in mare circa 200 fusti di sostanze pericolose. Sotto accusa il comandante della nave per violazione delle norme che regolano carico e trasporto di rifiuti speciali.

La Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta. Diffidata la Grimaldi Lines

L’INCHIESTA – Un fax della Capitaneria di porto livornese, diramato lo scorso 27 dicembre e girato alle guardi costiere dei comuni di Cecina, Bibbona e Rosignano, lancia un allarme riguardo lo sversamento di veleni nel mare antistante la città toscana, da una nave della flotta Grimaldi.


A darne notizia qualche giorno dopo è il quotidiano il Tirreno. I rifiuti tossici finiti in mare diventano così un allarme per tutta la cittadinanza livornese e per la provincia a cominciare dal sindaco di Livorno, che ha chiesto conto alla capitaneria. Dice di non essere stato invitato al vertice del 30 in prefettura e stizzito, sottolinea di essere stato avvertito solo il 29 da parte dell’Asl.


Una casualità, quella della scoperta dello sversamento, come quella di un’indagine aperta nei confronti del comandante del cargo e rimbalzata subito sui giornali. Ai quali lo stesso ufficiale ha raccontato cosa è successo quella notte al largo di Gorgona su una nave del gruppo Grimaldi.

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Il comandante Pietro Colotto, quello che nella bufera si è perso due semirimorchi carichi di bidoni provenienti dal polo petrolchimico di Priolo (Siracusa), dovrà rispondere penalmente di 34 tonnellate di cobalto e molibdeno finite in fondo al mare.

L’importante adesso è trovare e recuperare quei bidoni. Dopo il vertice a Firenze nel quale la Regione si è detta interessata al recupero tramite Arpat e Asl, il comandante Colotto assicura di aver denunciato la perdita del carico il giorno stesso, il 17 dicembre, alla capitaneria di Livorno.

Capitaneria che ha atteso 10 giorni per comunicarlo alle motovedette della Guardia costiera che domani dall’accaduto hanno avvertito sindaci e circoli nautici.

Nessuno ha però sentito il dovere di avvisare giornali e opinione pubblica. Un segnale poco rassicurante per Pisa e Livorno che si apprestano ad accogliere un’opera complessa come il gassificatore Olt.

Intanto la Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta per danno ambientale mentre la Direzione marittima ha diffidato la Grimaldi Lines.

(in foto la Gorgone, l’isola dove è avvenuto lo sversamento)

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