La parolina magica per svegliare Fioroni: gay COMMENTA  

La parolina magica per svegliare Fioroni: gay COMMENTA  

Il gay detector di Fioroni suona l’allarme incessantemente da qualche giorno. A farlo scattare sono state le parole di apertura del segretario del PD Bersani nei confronti delle unioni gay.

L’ala ultracattolica del PD ha prontamente serrato i ranghi e mandato un avvertimento a Bersani: i gay restano tabù, ancor di più un eventuale riconoscimento della loro unione.

Se Bersani dovesse proseguire in questa sua “folle” idea, alle primarie si troverebbe anche Fioroni come avversario. L’ex ministro dell’istruzione leva gli scudi (crociati) e avverte che il programma del PD dovrà vertere su ben altro, come lavoro, crescita, giovani e famiglia.

Insomma, i soliti vecchi temi affrontati anche dal governo di cui Fioroni faceva parte e che, guarda caso, non sono stati risolti (nonostante non ci fosse “l’intralcio gay”).

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Eppure, una discussione su un riconoscimento delle coppie gay non sottrarrebbe di certo tempo alle questioni sollevate da Fioroni. Non è tanto, allora, una questione di tempo, di priorità. La questione è ideologica. Fioroni, non vuole il riconoscimento di fatto delle coppie omosessuali, nulla cambierebbe, anche se in Parlamento fossero state felicemente risolte le questioni cui accennava l’ex ministro. Pari opportunità, uguaglianza nei diritti e nei doveri, sono parole che, forse, sono conosciute solo parzialmente a Fioroni e quanti come lui si fanno paladini di discutibili crociate.

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