La pensionata Ines, il governo e un monito: “vergogna”

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La pensionata Ines, il governo e un monito: “vergogna”

<< Questa mail, arrivatami stamattina da una pensionata, sembra un grido d’aiuto a un governo fantasma. Ho scelto di pubblicarla per la dignità e l’umiltà con cui la signora Ines mi ha contattato >>.

Caro Fabio, mi chiamo Ines, sono una pensionata di 72 anni, abito a Torino e da un po’ di tempo leggo i tuoi articoli: compreso quello in cui citi quella classe politica ben lontana da noi italiani. Ti chiedo se potresti pubblicare questa mia mail al fine di avere anch’io voce. Parto col dirti che ho solo la terza media e non possiedo una preparazione finanziaria, se non quella per arrivare alla fine del mese con i miei 480 euro di pensione, ma per il professor Monti, e tutto il suo governo, avrei 5 consigli ovvii, scontati e presumo sensati. Il primo, forse il più banale è il seguente: riduzione dello stipendio di tutti i politici. Penso che 5mila euro al mese, più le varie agevolazioni di cui ogni parlamentare gode, siano sufficienti per sopravvivere e portare avanti una vita dignitosa.

Secondo: diminuire le “auto blu”, da quanto ho appreso da alcuni quotidiani sembra che ce ne siano 120mila, tra l’utilizzo fatto per “scorrazzare” i ministri anche nella vita privata (e non sempre per quella istituzionale) e quelle abbandonate in alcuni garage statali con tanto di bolli, assicurazioni e tagliandi pagati ogni anno.

Mi sento anche di dissentire sul numero di partiti che a ogni elezione sono presenti, questo è il mio terzo consiglio: tre o quattro partiti basterebbero, non confonderebbero l’elettorato, ma soprattutto non graverebbero sul bilancio del governo. Quarto: Il rientro delle truppe militari impegnate all’estero tra cui aerei, elicotteri e ogni sorta di blindato. Tutto questo ha un costo di mantenimento con cifre da capogiro, non ci vuole molto per capire che sono soldi pubblici, anche miei. L’ultimo punto, non meno importante, è il seguente: diminuzione delle tasse e più soldi agli operai, ai pensionati e a tutte quelle persone che come me vivono con l’incubo della terza settimana del mese, non la quarta.

Con questa mail, sperando sia pubblicata, grido un monito ai nostri governanti: “Signori datevi una mossa!”. Voi non comprendete i nostri disagi, dal momento che il problema economico non vi sfiora minimamente, e non fateci intendere il contrario. Se ciò fosse vero prendereste immediati provvedimenti in merito e non lascereste che molte persone, tra cui la sottoscritta, facciano la spesa con il terrore del conto alle casse o in casi più gravi, vadano nel “dopo mercatoa raccattare gli scarti di frutta e verdura; e che diamine siamo pur sempre in Italia! Medicine, affitto, spese vive, sono all’ordine del quotidiano.

Conosco persone che non avendo soldi per medicinali non mutuabili evitano di curarsi, ovvio. Altri, per l’incubo di perdere la propria dignità, o forse per la troppa vergogna, si lasciano ingoiare dal baratro della disperazione commettendo a volte un gesto estremo. Siete informati di queste difficili situazioni cari politici? Ogni tanto vi fate un giro nei supermercati, nelle piazze e tra la gente comune? O l’unico posto pubblico in cui vi recate è lo stadio? Da quanto ho capito fate solo finta di comprendere i forti disagi di noi italiani.

Quando siete sotto elezione diventate le persone più caritatevoli al mondo poi, dopo aver preso i voti, svanite nel nulla e con voi le vostre promesse, le vostre strette di mano e i vostri sorrisi. Nel periodo prè elettorale sembra che ognuno di voi abbia una bacchetta magica e con essa riesca a mettere fine a qualsiasi problema ma parliamoci chiaro: non è così! Cari signori non credo più nel “Paese dei campanelli” e nelle vostre affermazioni del: “risolvo tutto io”. Con grande dispiacere v’informo che non ho più fiducia in nessuno di voi –dico dispiacere perché rappresentate un segmento istituzionale del nostro Paese in cui molte persone sono morte per far grande questa Nazione- e ripeto il mio rimprovero: “Datevi una mossa al più presto”.

1 Commento su La pensionata Ines, il governo e un monito: “vergogna”

  1. Condivido a pieno il pensiero di questa povera pensionata, che come lei è pieno il nostro paese, e ricordo a tutti gli italiani di riflettere quando saranno difronte alla scheda elettorale; attenti a come gestite il vostro voto, non fatevi ingannare da false o facili promesse allettanti…solo noi con quel segno sulla scheda possiamo far cambiare le cose!! Tutta la mia solidarietà alla sig. Ines

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