La politica di Pinocchio COMMENTA  

La politica di Pinocchio COMMENTA  

La storia della politica nel nostro paese rischia di essere denunciata per plagio dagli eredi di Carlo Lorenzini (più conosciuto con il nome di Collodi) per la similitudine del suo capolavoro: Pinocchio. I personaggi sono identici e poco si discostano dalla fiaba nata dalla penna dello scrittore fiorentino dell’800. Da Geppetto al grillo parlante, arrivando sino a Mangiafuoco, tutto è maledettamente identico e reale -quasi una premonizione futuristica-. Anche la sinossi del racconto è la stessa: giustizia (solo citata), bugie, ozio e pentimento. L’ignaro falegname (l’elettore) è la nostra volontà, qualunque essa sia, non vi sono colori, il quale votando ed esprimendo la propria scelta politica -art. costituzionale num. 48- auspica in un governo leale, puro e giusto (ma si sa, siamo in una favola e tutto questo è solo fantasia). Come Geppetto, però, saremo delusi e pentiti da una politica impertinente, incline alla menzogna e debole nel cadere in tentazione, proprio come Pinocchio.

La fata Turchina (l’Italia) quel consiglio mai ascoltato, a tratti un implorazione rivolta verso chi potrebbe fare ma non fa. I vetri dei palazzi governativi sono troppo spessi per sentire il brusio di un popolo fiero ma stanco e deluso. E’ anche l’Italia laboriosa, onesta, e artistica di questo nostro straordinario popolo che paga, pretendendo solo un misero rispetto dovuto, nulla più. Lucignolo (il popolo), è la parte più umana della storia. Una commistione di nuda scaltrezza e il timore di adoperare troppa bontà per non essere fregati a propria volta: non necessariamente uno scapestrato monello dev’essere simbolo d’illegalità, a quella ci pensano già altri. Come in molti racconti romantici del secolo scorso, è sempre il discolo a diventare sensibile e buono, leale e altruista. Il Grillo parlante (la coscienza), schiacciato più volte, è la vocina interna che non c’è più in questa morale politica del “motefotto”. Un odioso rimbalzare di temi, riforme, leggi e decreti persi tra mille impicci, tante promesse e vivi interessi.


Mangiafuoco (la legge), burbero e severo: un pacioccone di 130kg. Determinato verso i deboli, con l’alito pesto e i capelli irti. Un aspetto austero dal carattere di burro a tal punto da non comprendere più che cosa aspettarsi da chi possiede tutte queste notevoli differenze. Il gatto e la Volpe (i politici). Non si sa chi è peggio nel gestire le nostre monete che come per incanto spariranno fagocitate da uno squisito vizio del diritto senza il dovere, di portaborse mal pagati, di scandali bancari e scomode banconote che involontariamente, come fosse uno scherzo, rimarranno appiccicate alle dita nel pagamento di qualche opera pubblica. Furbi e furbetti “immunemente diplomatici”. Il campo dei miracoli (le speranze), l’utopia del giusto e del legale ormai orfana di troppi padri. Sanità, pensioni, lavoro, e istruzione dovrebbero crescere su questo terreno fertile dal nome speranzoso ma non è così. Infine non poteva mancare il pescecane –o balena che dir si voglia (lo sperpero di denaro publico, enti di recupero crediti e banche), pasciuti, grassi e divoratori di ogni bene: un vero e proprio vilipendio al patrimonio. Adesso rimane solo da aspettare tutte le promesse fatte e vedere chi, nei prossimi mesi a venire, non avendole mantenute avrà il naso più lungo.


(F.B)

 

 

 


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6 Commenti su La politica di Pinocchio

  1. Bravo bel articolo interessante e vero il paragone con la fiaba di Pinocchio.
    Molto spesso le favole raccontano più' di quello che pensiamo, ogni tuo paragone si associa perfettamente con ogni personaggio da te descritto. Quello che più' mi ha colpito è il paragone" del gatto e la volpe". Mi hai fatto ricordare i personaggi del film e alla loro bravura (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia )…se al loro posto mettessero il viso di tutti i nostri politici il paragone sarebbe perfetto…ma non come bravura in recitazione (forse anche quella) ma nell'arte della truffa…ancora complimenti.

    • Grazie a te per essere una mia lettrice. Politici….perché, ce ne sono in questa nazione? Onore all'arte di due grandi attori: Ciccio e Franco. Loro avrebbero fatto meglio al governo, ne sono convinto!

  2. TROVO CHE SIA DI UNA REALTA' E BELLEZZA IMPASTATA CON POESIA, CHE FA' SI CHE IO NEI TUOI ARTICOLI, MI CI PERDA SEMPRE CON BEATITUDINE E CURIOSITA' CHE MI SI INOCULA IN ME E NON MI LASCIA PIU', FINCHE' NON HO FINITO L'ULTIMA LETTERA DELLA PAROLA DI FRASE SELL'INTERO "PEZZO" … GRANDE E MAI PIU' VERA COSA E'…… RICORDI IL GRABDE E IMMENSO DE GREGORI QUANDO CANTAVA….."W L'ITALIA, L'ITALIA CHE NON HA PAURA…." …. ECCE ……GRANDE FABIO…. 😉

  3. AHHH ECCO, IO SEMBRERA' NON STRANO, MA IMPOSSIBILE, MA PER ASSURDO, OGGI, ORA, ADESSO, DEBBO DIRE CHE TUTTO QUELLO CHE HA DETTO E SCRITTO, IL COSO', QUI SOTTO, COME SI CHIAMA LUI, MAX CARJA, IO MAX KARJA, DEVO DIRE CHE….SI, STO' GIRO E STA' VOLTA SON DACCORDISSIMO…..

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