La Provincia non può ignorare il risultato del referendum sulla settimana scolastica corta

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La Provincia non può ignorare il risultato del referendum sulla settimana scolastica corta

scuoletorinoIl parlamentare del Pd Mino Taricco ha chiesto alla Provincia di Cuneo, tramite una lettera inviata mercoledì 15 gennaio alla Presidente Gianna Gancia, di tenere conto dei risultati del recente referendum sulla settimana scolastica corta, contestando la decisione della medesima amministrazione provinciale di prendere le distanze dallo stesso referendum, con cui la maggioranza degli studenti si era manifestata contraria al taglio delle lezioni del sabato a partire dal prossimo anno. Nella lettera, Taricco, pur apprezzando la disponibilità della Regione a reperire le risorse per consentire, anche se soltanto per alcuni istituti particolari, lo svolgimento delle lezioni durante il sabato, ha infatti criticato l’approccio complessivo della Provincia ai temi della scuola: nello specifico, proprio allo scopo di non ignorare i risultati del referendum, il deputato cuneese ha invitato la Presidente Gancia a un maggior rispetto per le autonomie scolastiche e le esigenze didattiche e organizzative dei singoli istituti e delle famiglie.
Afferma il parlamentare cuneese: “Il referendum era stato concordato tra le parti in questione e aveva visto emergere l’indicazione di non obbligare alla settimana corta.

Mi pare dunque assurdo, ora, che la Provincia ne sminuisca i risultati, sconfessando le modalità con cui si era giunti a questa decisione durante gli scorsi mesi e ritornando a parlare di settimana corta e di tagli: in questo senso, ritengo sicuramente positiva la disponibilità manifestata dalla Regione a verificare le singole situazioni, ma credo altresì che questa disponibilità sarebbe dovuta emergere dalla Provincia. Rimango dunque fermamente convinto che la Presidente abbia il dovere di tenere conto dei risultati del referendum e di quanto espresso dai nostri studenti tramite il voto. La scuola in ogni ordine e grado è l’investimento più importante che possiamo fare sul futuro nostro e dei nostri figli, sulla loro capacità di guardare con serenità alla globalizzazione in atto, e ad una società sempre più frammentata, precaria e complessa. Investire nella formazione dei giovani è credere che il nostro Paese può competere in qualità e confidare nelle proprie potenzialità: quello che però, purtroppo, ho potuto constatare dalla gestione di questa amministrazione provinciale è un sostanziale disinteresse verso il mondo dell’istruzione”.
Il referendum si era svolto durante lo scorso mese di dicembre tra i ragazzi dei 30 istituti scolastici superiori della provincia di Cuneo.

Esso era stato indetto, in seguito a un incontro ufficiale tra il Presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, l’assessore Licia Viscusi e sei rappresentanti degli studenti, con un obiettivo preciso: conoscere la reale posizione degli studenti circa l’annuncio della stessa Provincia, dettato da esigenze di risparmio economico, di eliminare il sabato dalle giornate scolastiche, con conseguente riduzione dei giorni di lezione durante la settimana da sei a cinque.

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