La realtà supera di gran lunga la fantasia. a spasso con i personaggi di Once Upon a Time

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La realtà supera di gran lunga la fantasia. a spasso con i personaggi di Once Upon a Time

Vi consiglio di vedere insieme a i vostri bambini Once Upon a time. Una serie che ho scoperto questo inverno. Il format dell’abc trasmesso in Italia su rai2 fox e rai4, parla della storia di Regina, la strega cattiva di Biancaneve che ha intrappolato molti dei personaggi del mondo fiabesco e fatato che conosciamo in una realtà orrenda: il mondo reale. Vivono tutti a story brook un piccolo paesino del Main che nessuno può lasciare, sotto falsa identità e la cosa più bella è che nessuno, a parte Tremotino, la regina e qualche piccola eccezione, ricorda la sua reale identità e i legami di parentela. L’unica che può sovvertire le regole è Emma, la figlia di Charming (Principe azzurro) e Biancaneve. La regina ha lanciato la maledizione durante le loro nozze. L’unica che è riuscita a salvarsi dal sortilegio, è appunto Emma che riesce a scampare alla magia perché messa subito dopo la nascita in una teca ricavata dal tronco di un albero magico da Geppeto e suo figlio Pinocchio.

Emma si salva e arriva anche lei nel mondo reale, ma ha una vita triste perché orfana e sola. Emma impara a cavarsela da sola. Quando è molto giovane finisce in riformatorio, rimane incinta e da’ il figlio in adozione per garantirgli un futuro migliore. Henry, il figlio di Emma viene adottato da Regina, ma anche lui non ha una vita facile, Regina è il sindaco di StoryBrook pilota qualunque cosa e ha il cuore di ghiaccio. Henry è un bambino molto triste, solo e depresso. Regina lo costringe ad una sorta di isolamento sociale e gli impone regole piuttosto rigide. Henry ha un’amica speciale, la sua maestra MaryMargaret Blanchard (Biancaneve) che regala un libro al bambino. È un libro magico, parla della vera identità e storia di tutti i personaggi delle fiabe intrappolati a Story Brook. Quando Henry decide di ritrovare sua madre, attraverso i segnali del libro, arriva fino a Boston dove Emma vive per portarla nel paesino.

L’arrivo di Emma sconvolge non solo Regina, il suo sidro di mele, fatto con le mele dell’albero che coltiva da quando è una bambina nel suo giardino, non basta a fermarla. Dall’arrivo di Emma tutto comincia a cambiare, l’orologio del municipio di Story Brook, da sempre fermo, ricomincia a funzionare. Ciò restituisce ad Henry quello che MaryMargaret voleva regalargli col libro: la speranza. Ora guardiamoci intorno, la realtà odierna supera di gran lunga la fantasia, le favole e le fiabe soprattutto, quelle in cui si parla di personaggi dalle fattezze umane, hanno un grande potere curativo e terapeutico. Pensiamoci un attimo, al giorno d’oggi cos’è che può spaventarci di più? L’orco cattivo o i mali che affliggono il mondo reale? Serial killer, calamità naturali, padri di famiglia che si ammalano a causa del lavoro e poi lo perdono per chiusura delle aziende… e la lista è molto lunga. Diamo ai bambini la possibilità di esorcizzare la paura dell’ombra attraverso le storie.

L’ombra è parte integrante della vita, così come lo è la luce. Diamo ai bambini la speranza, come aiutarli a credere nell’esistenza di Babbo Natale, diamo ai bambini un po’ di magia, perché come dice un personaggio di Once Upon a Time: “Tutti vorrebbero soluzioni magiche ai loro problemi, ma poi si rifiutano di credere nella magia”. I personaggi di Story Brook nonostante non ricordino nulla della loro identità reale, vivono come meglio possono il fatto di avere delle doti straordinarie silenti, spesso si trovano a un bivio e pensate un po’, anche loro si recano da uno psicoterapeuta e chi sarà questo personaggio nel libro di Henry? E chi altri se non il grillo parlante?

Provate e vedere la serie coi bambini, insieme a loro cercando di rispondere a dubbi e domande, cercando di evitare le fiabe edulcorate dalle case famose dei cartoni animati. E poi provate con un altro esperimento, provate a fare dei disegni insieme e a inventare storie sui personaggi.

Appiccicare una storia ad un personaggio vuol dire far sì che il bambino si senta libero di trasferire sul protagonista della storia tutti i desideri e le preoccupazioni. Occhio però a non forzare la mano: se al bambino va di raccontare ma non scrivere la storia, allora siate voi gli scrittori, se non gli va di disegnare rimandate l’esperimento ad un altro momento.

Di sotto il link del trailer della prima stagione…vi consiglio di vederlo in inglese coi sottotitoli, questo potrebbe darvi una mano anche con le lingue 😉

http://youtu.be/1F9zlXoGgsw

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Paola Pinto 33 Articoli
Ho trent'anni, adoro il rosso, dipingere, parlare e raccontare storie, spiegare le cose ai più piccoli e a tutte le persone curiose di apprendere. sono psicologa, psicoterapeuta in formazione e dottoranda in scienze dell'educazione. Lavoro con bambini e adolescenti, soprattutto con quelli che hanno problemi a scuola per difficoltà e disturbi dell'apprendimento e problemi a socializzare con i coetanei. se vuoi saperne di più, sul mio lavoro e sui miei articoli contattami: paolapinto6@gmail.com