La relazione dell’Antitrust al Parlamento detta l’agenda per le liberalizzazioni COMMENTA  

La relazione dell’Antitrust al Parlamento detta l’agenda per le liberalizzazioni COMMENTA  


Mario Monti
Mario Monti


Una relazione inviata dall’Antitrust al Parlamento, fissa alcuni dei paletti che dovrebbero caratterizzare l’azione del governo sul versante delle liberalizzazioni, le stesse che molti indicano come una delle vie maestre per favorire quello sviluppo che è ormai reputato indispensabile per dare respiro ad una economia sempre più asfittica. In questa relazione vengono indicati i settori che dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte del governo Monti: dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche all’energia, fino alle professioni e alla semplificazione dell’attività amministrativa. Qualora si riuscisse ad intervenire su questi settori, al fine di favorire la concorrenza, si potrebbe fare ripartire al più presto la crescita economica. Al contempo, però, bisogna usare molta attenzione, perché se se le liberalizzazioni sono necessarie, vanno accompagnate con interventi che garantiscano l’equità sociale e che favoriscano, anche attraverso le opportune riforme del diritto del lavoro, nuove opportunità di inserimento per i soggetti che ne uscissero particolarmente penalizzati. Un avvertimento non da poco, considerate le resistenze di carattere corporativo che alcune delle categorie interessate hanno frapposto ogni volta che si è tentato di correggere le distorsioni create al mercato dalla presenza di cartelli e monopoli. Nel testo di 90 pagineinviato dalla Commissione uno dei passaggi cruciali, è il seguente: “…per superare le numerose incrostazioni corporative e le resistenze dei grandi attori economici ad un’effettiva apertura del mercato, la politica di liberalizzazioni dovrà inevitabilmente essere una sorta di work in progress, ma l’urgenza della crisi richiede di non indugiare e di attuare gli interventi di immediata applicazione”. Anche se essi avranno costi sociali sottesi alle liberalizzazioni, nel brevissimo periodo, che non vanno sottovalutati. Tra i provvedimenti consigliati, c’è lo scorporo di Banco Posta da Poste Italiane, una più incisiva razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti favorendo lo sviluppo di operatori indipendenti dalle compagnie petrolifere (anche attraverso la aggregazione di piccoli operatori e/o gestori di impianti), l’abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario nelle professioni e la riforma degli Ordini, il cui potere va limitato alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C e la rimozione degli ostacoli frapposti alla apertura di nuove farmacie, l’apertura al regime concorrenziale dei servizi pubblici locali. Come si può notare, alcuni di questi provvedimenti hanno già sollevato in passato grandi resistenze da parte delle categorie colpite, anche perché gli stessi hanno trovato sponde politiche pronte a sostenerle in battaglie spesso di retroguardia. Chissà che proprio il governo tecnico, non diventi la migliore arma per spuntare queste resistenze.


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