La riforma della Protezione Civile sarà finanziata dall’aumento del prezzo della benzina COMMENTA  

La riforma della Protezione Civile sarà finanziata dall’aumento del prezzo della benzina COMMENTA  

Una pompa di benzina
Una pompa di benzina

Di questo passo, Legambiente e le altre organizzazioni ecologiste, daranno una medaglia a Mario Monti, per le politiche che stanno letteralmente svuotando le strade italiane, dando una involontaria mano alla loro lotta. Come se non bastasse la continua corsa dei prezzi dei carburanti, adesso arriva l’ennesima stangata ai danni degli automobilisti, sotto forma di una riforma della Protezione civile, approvata in via preliminare dal Consiglio dei ministri, che vede confermata l’ipotesi dell’aumento di 5 centesimi al litro della benzina per fronteggiare le emergenze. A metterlo nero su bianco è stato il Consiglio dei ministri, nel suo comunicato ufficiale. Le reazioni all’ennesima stangata, non si sono naturalmente fatte attendere. Secondo il Codacons, l’eventuale aumento derivante da questo provvedimento determinerebbe un aggravio di spesa pari ad almeno 73 euro annui ad automobilista solo di costi diretti. E’ il presidente Carlo Rienzi a stigmatizzare duramente quanto deciso:«Un simile provvedimento sarebbe semplicemente folle. Disporre per legge il rincaro dei listini alla pompa, quando i prezzi hanno raggiunto livelli record che sfiorano i 2 euro al litro, e dopo una successione incredibile di nuove accise introdotte per finanziare qualsiasi cosa, avrebbe effetti disastrosi sui prezzi al dettaglio in tutti i settori, sui consumi delle famiglie e sulle tasche degli automobilisti, categoria sempre più spremuta come un limone. Qualora l’ipotesi varata dal Cdm dovesse divenire realtà, utilizzeremo tutte le armi in nostro possesso per evitare l’ennesima stangata a danno dei cittadini». Come dargli torto? Ormai la macchina sta diventando un bene di lusso, che solo pochi fortunati, di questo passo, potranno permettersi.

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