La ripresa: passa per le Banche e le Famiglie COMMENTA  

La ripresa: passa per le Banche e le Famiglie COMMENTA  

In occasione della celebrazione dell’89a Edizione della Giornata mondiale del Risparmio, istituita nel 1924 durante il primo Congresso internazionale delle banche, il tema della giornata di quest’anno, scelto dall’associazione di fondazioni e di casse di risparmio (acri), è stato “risparmio, volano della ripresa produttiva”.

Per Coldiretti, un tema appropriato soprattutto in questi ultimi anni, dove il credito erogato alle imprese è in forte calo e deve essere super garantito dall’impresa stessa.

Cade a pennello la nota del Quirinale che afferma: “Il tema scelto dall’Acri riflette le preoccupazioni e le speranze che animano questo ultimo scorcio del 2013. I primi e incerti segnali di ripresa devono indurre a rafforzare tutte le azioni di sostegno all’economia, in uno sforzo generale al quale non può mancare l’apporto del sistema bancario e finanziario: a partire da un’adeguata espansione dei finanziamenti alle imprese, in particolare piccole e medie, in un più solido quadro di stabilità del sistema finanziario e di efficace tutela dei risparmiatori.

Un contributo essenziale alla ripresa produttiva può essere offerto da un deciso progresso nel percorso di completamento dell’Unione economica e monetaria europea, di cui l’unione bancaria costituisce elemento fondamentale. In vista di questo obiettivo, si impongono innovazioni ed adattamenti di sistema che, per quanto onerosi, recano in sé i presupposti di una maggiore competitività e grandi potenzialità di sviluppo per il sistema bancario e l’economia dell’intero Paese”.

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Il richiamo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è quanto mai attuale.
In questo autunno, ben sette italiani su dieci (70 per cento) si sentono minacciati dal pericolo di perdere il lavoro, anche per effetto delle situazioni di crisi e delle difficoltà di mercato in cui si trovano le aziende in cui sono occupati. Emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ a commento dei dati Istat sull’andamento dell’occupazione a settembre, in cui si contano 3,2 milioni di disoccupati che sono la punta di un iceberg dell’emergenza, in cui si trova il sistema produttivo nazionale. La perdita del lavoro è il rischio più temuto dagli italiani in una situazione in cui per una famiglia su quattro (22 per cento) è un autunno di sacrifici economici. Se il 42 per cento degli italiani vive senza affanni, quasi la metà (45 per cento) invece riesce a pagare appena le spese senza permettersi ulteriori lussi, mentre oltre 2 milioni di famiglie (10 per cento) non hanno oggi reddito a sufficienza neanche per l’indispensabile a vivere. In questa situazione la famiglia è la principale fonte di welfare. Il 37 per cento degli italiani è stato costretto infatti a chiedere aiuto economico per arrivare alla fine del mese ai genitori, il 14 per cento a parenti e il 4 per cento addirittura ai figli. Solo il 14 per cento si è rivolto a finanziarie o banche, mentre l’8 per cento agli amici.
Dicono Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, presidente e direttore di Coldiretti Piemonte: “Spesso considerata superata, la struttura della famiglia italiana si sta dimostrando, nei fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà della crisi moltissimi cittadini. La solidarietà tra generazioni è dunque un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come molti si ostinano ad affermare”.

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