La rivincita dei ghisa

Milano

La rivincita dei ghisa

Nullatenenti alla guida di auto da centomila euro. E’ questa una delle molte situazioni sospette emerse dall’indagine sui nominativi segnalati nel corso del primo maxi blitz milanese lo scorso 28 gennaio.

Dall’analisi incrociata delle targhe dei 358 suv controllati dai vigili emerge un dato impressionante: in sette casi su dieci servono maggiori accertamenti, perché la situazione economica del guidatore non va d’accordo con il costo dell’auto. In alcuni casi si tratta di auto aziendali, ‘prestate’ a parenti e ad altri soggetti. Oppure nel tempo trascorso fra il momento dell’acquisto e il controllo subito, il proprietario ha visto calare i suoi incassi a causa della crisi. Ci sono perfino mezzi registrati come veicolo commerciale (con relativi vantaggi fiscali), ma che non vengono certo utilizzati per trasportare merci (specie il sabato sera di fronte ad una discoteca). In questo caso scatta anche il ritiro del libretto di circolazione fino a sei mesi.

Spetta ora all’Agenzia delle entrate andare a spulciare caso per caso, individuando dove possano nascondersi gli evasori.

l procedimento di verifica fiscale è lungo e complesso. I vigili hanno segnalato le targhe e nominativi all’Agenzia delle entrate:al Fiscospetta controllare a fondo le dichiarazioni dei redditi, da lavoro e da rendita patrimoniale, di proprietari e guidatori. Laddove ci sarà il sospetto che qualcuno nasconda soldi all’erario, partirà la contestazione al presunto evasore, che avrà modo di presentare le sue controdeduzioni per spiegare come si sia potuto permettere un auto di lusso. Un procedimento che può durare anche due anni. Se l’evasione sarà accertata, Stato e Comune potranno rientrare in possesso delle somme dovute e mai versate.

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