La Robotica A

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Nel Centro di ricerca dell’Istituto per la Ricerca Industriale (IRI) si studiano dei robot: esseri di acciaio e di titanio, per un loro possibile utilizzo nell’industria civile. Questi robot di prima generazione sono entità complesse dotate di un senso retroattivo di controllo del pensiero unico e disomogeneo. Una nuova e vincente generazione di robot potrà dare forza e vigore all’economia nazionale. Un robot è simile in tutto a un essere umano: è dotato di una forza fisica indescrivibile e di una mente molto raffinata, che può trovare soluzioni a complessi algoritmi, calcoli matematici complessi e studiare materie affascinanti come ad esempio: l’arte, la letteratura e la filosofia. Questa nuova generazione di robot dovrà essere testata in località segrete prima di essere prodotta su scala industriale ed essere utilizzata nell’industria nazionale. Quali sono le differenze fondamentali tra un robot ed un essere umano qualunque? Un robot è un essere meccanico dotato di impulsi primari: obbedisce agli ordini ricevuti e segue l’impulso energetico nuovo o immedesimato.

Un essere umano, invece, si muove secondo l’istinto e l’intelletto, ed è capace di iniziare azioni nuove d’introspezione fisica. Esiste un dio per le macchine d’acciaio? Domanda alquanto complessa, che mette in evidenza la storia stessa del genere umano: la creazione, deriva da dio, e da tutto ciò che lo circonda. Il soprannaturale evoca dolci pensieri e permette all’essere umano di vivere secondo i dettami della Bibbia. Un robot appare leggermente indifferente alle cose propriamente soprannaturali, descrive il modo di evolversi delle situazioni umane con un ragionamento astratto: le cose escatologiche non lo attraggono più di tanto.
Il primo robot che sarà collaudato e mandata nella difficile fase di sperimentazioni si chiamerà NORBY: essere alto un metro e ottanta centimetri, essere d’acciaio e di titanio, simile in tutto ad un essere umano qualunque. Studierà materie affascinanti come la letteratura, la storia dell’arte e la filosofia. Maria Cosmi seguirà da vicino la fase di sperimentazione, studierà il comportamento del robot e il suo stato evolutivo caratteriale e redigerà settimanalmente una relazione segreta ai vertici dell’IRI.

Maria inizia a tenere delle lezioni al robot sulle discipline umanistiche e lo accompagna in giro per la città: questo delicato compito che le è stato assegnato la rende fiera di lavorare per codesto ente di ricerca: punto nevralgico della Nazione e cuore pulsante dell’Industria nazionale. Maria ha una propria ideologia di base sulle tematiche connesse all’utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili. E’ antinuclearista convinta: pensa che il nucleare sia un percorso travagliato pieno di trappole micidiali e pieno di incognite. Ama gareggiare sovente nei boschi e nota nel paesaggio dolci colline con lineamenti boschivi che gli ricordano l’infanzia tribolata e precaria fase della propria vita terrena, il tutto è un emblema di nuova ed immedesimata nuova giovinezza.
Norby sarà prelevato la mattina presto e poi sarà portato in giro per la città per i primi esaltanti test. Come sempre, Maria e Norby andranno a correre nel parco: Norby è velocissimo, le sue doti atletiche sono eccezionali, la sua falcata buona e l’andatura decisa; simile in tutto a quella di un marziano calato da mani magiche sulla Terra.

Maria inizia a chiedere a Norby: “Credi agli alieni e agli extraterrestri?”, “Boh, io penso che qualche forma di vita alternativa a quella umana esista davvero, m non so…” esclama il robot. La loro prima lezione riguarderà la letteratura americana: Maria parlerà a Norby di Hemingway e di altri grandi del Novecento; scrittori che hanno costituito un’epoca difficile, ma affascinante. La letteratura rappresenta uno stato delle cose nuove e immedesimate con la realtà intrinseca delle stesse: il viaggio del pensiero e della mente ci guida verso una dinamica umana nuova. Norby leggerà libri moderni, migliorerà la propria personalità e diventerà simile in tutto ad un essere umano appassionato di letteratura americana. Poi seguiranno delle lezioni sulla filosofia contemporanea: sul nichilismo e la negazione di dio e del soprannaturale; una nuova concezione filosofica positiva si impadronirà della sua mente. Norby come tutti i robot è alimentato da energia elettrica ad alto amperaggio: verso sera rientra all’Iri e si ricarica per oltre 10 ore.

L’energia è l’elemento fondamentale della propria esistenza, delinea una situazione nuova che si immedesima con la solerte realtà conclamata della vita umana. Il giorno seguente il robot chiede a Maria: “Sei innamorata di qualche essere umano in particolate?”, ”Si, di Fabrizio” esprime Maria con un po’ di timidezza. In effetti l’amore e le cose sentimentali l’hanno colpita un sacco: l’intercalare dello spirito umano dirama sentimenti ed emozioni vitali per la propria vita.

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