La salute del cuore viene scossa da una tazza di caffè COMMENTA  

La salute del cuore viene scossa da una tazza di caffè COMMENTA  

Avanti…prendi quella seconda tazzina di caffè.

La ricerca ha scoperto che il caffè offre una lunga lista di potenziali effetti benefici per la salute, in quanto può anche ridurre il rischio di diabete, malattie cardiache, morbo di Parkinson, cirrosi del fegato e perfino il morbo di Alzheimer.


Perché? La risposta potrebbe trovarsi nel grande numero di antiossidanti che sono contenuti nel caffè.

“Molte persone non si rendono conto che il caffè è la più grande fonte di antiossidanti della loro dieta”, ha detto il Dott. Donald Hensrud, professore della cattedra di medicina preventiva, occupazionale e aerospaziale presso la Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota.


La ricerca

Numerosi studi hanno dimostrato che il caffè fa bene al cuore. Il Women’s Health Study dell’Iowa sta effettuando uno studio dal maggio del 2011 su un campione di 27.000 donne dai 55 ai 69 anni. In questo studio i ricercatori dell’Università del Minnesota hanno scoperto che le donne che bevono da 1 a 3 tazze di caffè al giorno riducono il rischio di malattie cardiache del 24% rispetto a quelle che si astengono dal bere caffè.


In uno studio condotto presso l’Università Autonoma di Madrid, i ricercatori hanno monitorato 129.000 uomini e donne oltre i 20 anni e hanno scoperto che i partecipanti allo studio che consumano parecchie tazze di caffè al giorno hanno meno probabilità di morire di malattie cardiache rispetto a colore che non ne bevono nessuna. Tra le donne che hanno partecipato alla ricerca, quelle che bevevano dalle 4 alle 5 tazze di caffè al giorno sono risultate avere il 34% in meno delle probabilità di sviluppare malattie cardiache rispetto alle donne che non avevano bevuto caffè, mentre gli uomini che ne bevevano 5 tazze al giorno sono risultati avere il 44% in meno delle probabilità.

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Secondo un articolo pubblicato da NewScientist.com, i ricercatori hanno notato che lo stesso gruppo di donne che beveva caffè ha sperimentato il 26% in meno di morti dovute a qualsiasi causa durante il periodo dello studio, e nello stesso gruppo di uomini si è osservato il 35% di morti in meno.

Il rapporto riguardante le conclusioni di questo studio è stato pubblicato nell’estate del 2008. In quel periodo, Esther Lopez-Garcia, epidemiologa presso l’Università Autonoma di Madrid a capo dello studio, ha ritenuto opportuno non dare per definitivi quei risultati fino a quando non fossero state condotte ulteriori ricerche.

I ricercatori stanno ancora cercando di determinare esattamente il motivo per cui il caffè potrebbe essere benefico, ma in ogni caso sembra che gli antiossidanti possano aiutare a bloccare le infiammazioni e a limitare i danni cellulari, cose che, secondo quanto dichiarato dal Dott. Hensrud, sono entrambe associabili a malattie cardiovascolari.

Gli antiossidanti presenti nel caffè sono noti come polifenoli e si trovano anche nella frutta, nella verdura, nel vino rosso e nel cioccolato. Uno studio del 2005 ha scoperto che gli americani assumono molti più antiossidanti dal caffè più che da qualsiasi altra fonte.

In che quantità?

Un numero magico non esiste, dicono i medici, ma i benefici legati al consumo di caffè sembrano diminuire dopo le sei tazze. Ciò non significa che tutti debbano mandare giù sei tazze al giorno, ha detto il Dott. John P. Higgins, cardiologo e assistente professore di medicina presso l’University of Texas Medical School a Houston. In uno studio recente, Higgins ha scoperto che più di 200 mg di caffeina, ovvero l’equivalente di 2 tazze di caffè circa, possono aiutare ad accelerare la frequenza cardiaca e a far salire la pressione sanguigna.

“Non c’è niente di sbagliato nel bere il caffè con moderazione”, ha detto Higgins, “Ma il consumo eccessivo di caffeina può avere conseguenze gravi anche su persone giovani e sane”.

La caffeina può disturbare il sonno perchè blocca il rilascio di adenosina, una sostanza chimica che si ritiene induca sonnolenza, ha dichiarato il Dott. Richard Castriotta, direttore medico del Centro per i Disturbi del Sonno dello Houston’s Memorial Hermann Hospital. Alcuni sono colpiti da tali disturbi più di altri, con l’effetto di una tazza di caffè che dura in media dalle 3 alle 7 ore, mentre alcune persone sono colpite fino alle 14 ore.

“Riteniamo che le persone che soffrono di insonnia, rimangano bloccate in un circolo vizioso”, ha dichiarato Castriotta, il quale è anche professore di medicina presso l’Università del Texas. “Hanno bisogno di caffeina per operare durante il giorno, ma questo interrompe il ciclo naturale delle loro ore di sonno.”

Castriotta raccomanda dunque ai pazienti che soffrono di insonnia di evitare il consumo di caffeina e, una volta risolto il problema, di reintrodurre la caffeina lentamente, per cercare di stabilire se sia stata la causa effettiva dell’insonnia.

Gli adolescenti fanno parte di un altro gruppo che potrebbe essere più sensibile agli effetti negativi della caffeina, come irritabilità o insonnia. “Se i ragazzi iniziano a bere caffè piuttosto che latte o acqua”, ha detto il Dott. Hensrud, “Questo fenomeno può realmente arrivare a rappresentare un problema.”

Cambiamenti della scienza

Se incontrate delle difficoltà a tenere il passo con le nuove ricerche sul caffè, siate sicuri di non essere i soli. Per anni, il caffè è stato legato all’aumento del tasso di cancri al pancreas, alle malattie di cuore e alla pressione alta.

Perché questo improvviso cambiamento di prospettiva?Medici e ricercatori citano un paio di motivi.

“La medicina, in particolare la scienza nutrizionale, è soggetta ad una continua evoluzione mano a mano che la si studia”, ha dichiarato il Dott. Hensrud.

Il caffè, ha detto, è una bevanda particolarmente complessa, che contiene centinaia di composti diversi, alcuni dei quali , come gli antiossidanti, risultano essere benefici. Alcuni, tuttavia, non lo sono affatto e persone diverse metabolizzano la medesima sostanza in diversi modi. Inoltre, ha aggiunto Hensrud, le ricerche precedenti non sempre hanno tenuto conto di comportamenti rischiosi, come il bere e il fumare, che spesso vanno di pari passo con il consumo massiccio di caffè.

 

 

 

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