La Sfinge Greca, figura mitologica diversa dalla sfinge egiziana COMMENTA  

La Sfinge Greca, figura mitologica diversa dalla sfinge egiziana COMMENTA  

Oggi la rappresentazione più famosa della Sfinge proviene dall’Egitto, dove una sfinge gigante custodisce l’entrata della piana di Giza. La Sfinge in realtà era una creatura mitica nella mitologia greca. Le figure egiziane solo coloro che prendono il nome di questa creatura, a causa della somiglianza con la bestia mitica.

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La Sfinge, spesso indicata come Phix, era la figlia di Echidna e Tifone, o probabilmente di Echidna e Orfeo. E come fratelli aveva altre bestie mitiche, tra cui il Leone Namean, Cerbero, Ladone, Chimera e Idra. Tifone ed Echidna erano potenti creature, e avrebbero sfidato il potere degli dei del Monte Olimpo.

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La Sfinge è, nella mitologia greca, raffigurata con una testa di una donna, il corpo di un leone, le ali di un’ aquila, e in alcune raffigurazioni, la coda di serpente. La versione egiziana era semplicemente la testa di un faraone, o di un’ importante figura maschile su corpo di leone. Le personalità delle due creature sono profondamente diverse; La sfinge egiziana è custode benevolo, mentre la versione greca è un creatura veramente mostruosa.


Nella mitologia greca la Sfinge è stata detta risiedere in Etiopia, ma era convocato dagli dei, normalmente Hera o Ares, per portare conflitti nella città greca di Tebe (in contrapposizione alla città egiziana). Lei si sedeva sul monte Phikion, e chiedeva un’ enigma a tutti quelli che passavano per quella strada.

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L’indovinello famoso che ancora oggi si sente ripetere spesso è: “Che animale è quello che al mattino va su quattro zampe, a mezzogiorno su due e la sera su tre?” Coloro che non sapevano rispondere, cioè tutti, venivano strangolati dalla bestia. Il nome “Sfinge” infatti viene dal greco “strangolare”.

Molti cittadini tebani sono stati uccisi, tra cui il figlio del re di Kreon, Haimon. Fu a questo punto che Kreon offerse il trono a chiunque fosse in grado di liberare Tebe dalla Sfinge. E proprio in questa vicenda appare la figura eroica di Edipo, che, arrivato a sorprendere la sfinge con la risposta giusta poté liberarsi della creatura e salire al trono. Quando fu chiesto l’enigma, Edipo rispose: ‘l”Uomo”. L’uomo che nell’infanzia cammina a gattoni, in età adulta cammina su due piedi, e in età avanzata richiede l’uso di un bastone per muoversi liberamente.

Con il suo enigma risolto, la Sfinge si gettò dal suo trespolo uccidendosi, in modo che Tebe fu salvata dal suo aguzzino.

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