La stagione dei bilanci

Economia

La stagione dei bilanci

Controllo e cultura dei risultati: una nuova visione del bilancio aziendale

E’ soprattutto nella fase di chiusura ed approvazione dei bilanci che il mondo della consulenza e degli imprenditori prende coscienza di quali e quante cose si sarebbero potute fare negli anni scorsi per permettere al nostro sistema Paese di meglio affrontare i periodi di crisi. Nessuno pensava ad una crisi mondiale di così ampia portata, eppure è arrivata, e molti di noi non erano preparati. Chi ha passato o sta per passare la fase critica e vede il lumicino della ripartenza non deve incorrere nuovamente nell’errore di sottovalutare i propri bilanci, perché se avessimo meglio letto questi documenti, già lì avremmo avuto le avvisaglie del pericolo. La ripartenza passa ora anche dalla buona lettura del bilancio aziendale, perché esso è il primo strumento di organizzazione del business aziendale. Disporre della strumentazione del controllo e, ancor di più, utilizzare opportunamen¬te il meccanismo del controllo, induce gli operatori a comunicare e a decidere usando il linguaggio dei risultati.

Ciò fa sì che in azienda si diffonda una nuova retorica, nel senso di un nuovo modo di esprimersi, basata sui termini ed i principi economico-finanziari, indicatori questi troppo poco sfruttati nelle nostre imprese per comprendere e meglio decifrare l’andamento aziendale. Le imprese diventano ora più coscienti dell’importanza degli esiti economico-finanziari, anche perché ciò è oggi richiesto dall’evoluzione del mercato dei capitali e dall’allargamento dei confini dello scenario competitivo, oltre che dalla crisi stessa. Anche nelle aziende meglio gestite, infatti, non erano i risultati economico-finanziari o la creazione di valore per l’azionista a garantire il successo dell’impresa, dei suoi vertici, dei singoli operatori. I percorsi di carriera non sempre si basavano sul merito, le misurazioni interne non risultavano molto affidabili, le singole funzioni comunicavano poco fra loro, l’attenzione ai costi appariva piuttosto limitata e le esigenze della clientela non sempre venivano considerate fra le priorità gestionali. Queste osservazioni non equivalgono a sostenere che le aziende italiane non presidiassero i processi tecnici che le caratterizzavano.

Tutt’altro. Il segreto del successo delle nostre imprese risiedeva, e risiede ancora, proprio nel dominio delle funzione tecnica. In questi ultimi anni, però, la competizione si è notevolmente allargata ed i margini di redditività si sono notevolmente ridotti per tutte le imprese. Per quelle di più am¬pie dimensioni sono cambiati anche gli stakeholder di riferimento, in quanto gli azionisti effettivi e potenziali hanno assunto un ruolo più centrale rispetto al passato nel decidere le sorti delle aziende e del loro management. Come inevitabile conseguenza, l’attenzione nei confronti della gestione economico¬-finanziaria e degli azionisti è aumentata in misura notevole e, ancor di più lo deve essere oggi, nell’approvazione degli attuali bilanci. Quindi, la lezione da trarre è quella di vedere finalmente un bilancio utile anche per l’azienda e non solo per motivazioni di obbligo fiscale. Il bilancio aziendale che eleva il proprio profilo gestionale e che diventa elemento centrale di stimolo per lo sviluppo delle PMI del nostro Paese, che hanno sempre basato la propria crescita sul capitale di prestito, troppo spesso di breve termine, piuttosto che sul capitale di rischio.

L’incapacità di lettura dei bilanci è stata causa dei nostri stessi mali, portandoci ad un approccio finanziario pericolosissimo per la nostra economia, altamente sottocapitalizzata e debole. Da tali consuetudini è derivata la radicalizzazione di modelli societari, decisionali ed operativi poco attenti alle esigenze del mercato finanziario ed assai diversi da quelli auspicabili nell’attuale scenario economico-aziendale, specialmente alla luce dell’internazionalizzazione dei mercati e dei criteri di affidamento che le banche seguiranno sulla base degli accordi di Basilea 3. Tale inadeguatezza ha assunto dimensioni così marcate che l’introduzione dell’orientamento ai risultati costituisce, oggi, per molti organismi economici, un obiettivo impre¬scindibile ed allo stesso tempo assai difficile da perseguire. Il nuovo ruolo del controllo di gestione parte allora dagli stessi bilanci in approvazione; nuovi bilanci per una nuova economia è la riflessione da porci quando iniziamo la loro stesura.

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