La storia del Milan passa per il 23 maggio

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La storia del Milan passa per il 23 maggio

Il 23 maggio per il Milan è una data che profuma di storia. 1990, 1999, 2007: il 23 maggio di questi anni i rossoneri hanno vinto rispettivamente Coppa dei Campioni, Scudetto e Champions League.

Correva l’anno 1990, la Champions si chiamava ancora Coppa dei Campioni e il Diavolo era guidato da Arrigo Sacchi. Lo scenario è Vienna, l’avversario è il Benfica, in campo c’è gente del calibro di Maldini, Costacurta, Baresi, Ancelotti, Rijkaard, Van Basten e Gullit: decisamente non calciatori qualsiasi. È il Milan degli immortali, la squadra che è stata definita la più più forte di tutti i tempi. Milan-Benfica, finale di Coppa dei Campioni, minuto ’68: Frank Rijkaard sigla la rete dell’1-0 che significa campioni d’Europa per la quarta volta, la seconda in due anni.

Ben altri tempi quelli del 1999: sulla panchina siede Alberto Zaccheroni, degli immortali sono rimasti “solo” Maldini, Costacurta ed Albertini. Dopo una rimonta durata 7 partite, il Milan è in vetta alla Serie A, ad un punto della Lazio.

In queste 7 partite i rossoneri sono passati dall’essere a -7 punti a +1 sulla squadra guidata da Eriksson. L’avversario dell’ultima giornata è il Perugia, in lotta per la salvezza. La partita è di quelle che non si dimenticano: dopo 11 minuti di gioco Guglielminpietro, aiutato da una deviazione, insacca la rete dello 0-1. Il Milan ha la partita in mano, il raddoppio è nell’aria e arriva al 31′: Helveg conquista un calcio d’angolo e sugli sviluppi del corner Oliver Bierhoff sovrasta tutti e sigla la rete dello 0-2. Ma il Perugia non ci sta e nel secondo tempo cerca di togliere lo scudetto al Milan: Nakata accorcia le distanze su calcio di rigore ed in seguito un giovane Abbiati è costretto a due miracoli per cucire il tricolore numero 16 sul petto rossonero.

Atene, 23 maggio 2007: questa è storia recente del Milan. I rossoneri trovano in finale di Champions League ancora il Liverpool, dopo essere stati beffati nella finale del 2005.

La corsa verso la finale era iniziata da lontano, dai preliminari. La squadra di Carlo Ancelotti ha sofferto partita dopo partita, ma anche grazie a giocatori quali Inzaghi, Shevchenko, Kakà e Seedorf ha saputo regalare grandi emozioni e grande spettacolo. Si arriva così alla grande serata conclusiva del torneo e il Milan grida vendetta: doppietta di Inzaghi e settima volta sul tetto d’Europa.

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