Bianche scogliere di Dover: storia di un simbolo dell'Inghilterra

Scogliere di Dover: storia di un simbolo dell’Inghilterra

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Scogliere di Dover: storia di un simbolo dell’Inghilterra

Bianche scogliere di Dover
Bianche scogliere di Dover

Scopri la storia delle bianche scogliere di Dover e di come nei secoli siano diventate un paradiso naturale e un'icona dell'Inghilterra.

Le bianche scogliere di Dover sono una delle meraviglie naturali più famose del mondo. Rappresentano un’icona nell’immaginario collettivo e, un po’ come il profilo della Statua della Libertà per i migranti che giungevano in America nella prima metà del Novecento, queste scogliere costituiscono il biglietto da visita dell’arcipelago britannico. Le scogliere di Dover, infatti, sono di solito la prima cosa che incontra un viaggiatore quando arriva in Inghilterra dal canale della Manica. Per questo motivo le scogliere sono state spesso denominate “icone dell’Inghilterra” e la loro bellezza suggestiva ha ispirato film, romanzi e canzoni. Partiamo quindi insieme per un viaggio alla scoperta della storia di uno dei più bei paradisi naturali del Regno Unito.

Le scogliere di Dover: una meraviglia naturale

Le bianche scogliere di Dover sono delle suggestive scogliere situate sulla costa meridionale dell’Inghilterra; si affacciano sul canale della Manica in corrispondenza dell’omonimo stretto, dove il braccio di mare che separa il Regno Unito dall’Europa è largo appena 33 chilometri.

La costa francese è così vicina che, nei giorni di cielo limpido, le scogliere possono essere viste perfino a occhio nudo da Cap Gris-Nez, un capo francese vicino a Calais. Naturalmente il loro caratteristico colore contribuisce a renderle riconoscibili, insieme alle loro notevoli dimensioni. Le scogliere arrivano a 110 metri nei punti di maggiore altezza e corrono lungo la costa per una lunghezza di tredici chilometri.

L’antica formazione delle scogliere di Dover

I geologi ritengono che le scogliere si siano formate contemporaneamente allo stretto di Dover durante l’era glaciale. Più di cento milioni di anni fa, l’area che ora corrisponde al Sud dell’Inghilterra era completamente ricoperta dal mare. La parte più superficiale di questo mare era abitata soprattutto da plancton. Alla loro morte, questi microrganismi finivano sul fondo del mare, dove il peso della massa d’acqua sovrastante li pressava dando il via al processo di fossilizzazione.

I gusci di questi fossili, composti soprattutto da calcio e calcare, sono poi stati ulteriormente compattati e spinti sulla terraferma.

I grandi ghiacciai hanno in seguito rotto questi ammassi di calcare e, alla fine dell’ultima era glaciale, hanno separato la Gran Bretagna dal resto dell’Europa, trasformandola in un’isola ed esponendo le scogliere con il loro tipico colore bianco. Questa ipotesi potrebbe essere confermata dal fatto che formazioni rocciose molto simili sono presenti sulla costa francese corrispondente, a indicare come un tempo queste due aree costituissero un unico lembo di terra. È possibile osservare lo stesso fenomeno anche in altri siti dalla formazione geologica simile, come nel caso della Giant’s Causeway in Irlanda del Nord, che sembra proseguire sulla costa scozzese in corrispondenza dell’isola di Staffa.

Il processo di erosione che ha separato la Gran Bretagna dall’Europa è tuttora in corso, come se il mare volesse di nuovo reclamare a sé queste terre costruite da millenni di calcificazione e fossilizzazione.

Lo sfregamento continuo delle maree sottopone infatti le scogliere a un lungo e inesorabile sgretolamento, che si stima porti via alla roccia almeno un centimetro all’anno. Il calcare è una roccia estremamente sensibile a questi processi, tanto che talvolta grossi pezzi di scogliera si staccano improvvisamente e precipitano in mare. Per questo motivo, al fine di evitare pericolosi incidenti, ai turisti viene sempre consigliato di restare a distanza di sicurezza dal bordo delle scogliere.

Perché le scogliere di Dover sono bianche?

Contrariamente a quanto si pensa, il colore delle scogliere non è di un bianco uniforme, ma è striato da venature di selce nera. Questa particolare colorazione deriva dal materiale di cui le scogliere sono composte, ovvero rocce di origine prevalentemente calcarea. A causa della sua particolare formazione, il calcare delle scogliere di Dover è composto soprattutto da fossili di antichissimi organismi marini. Alcuni paleontologi hanno perfino rinvenuto tracce appartenenti ad animali di grandi dimensioni come gli squali.

Le scogliere costituiscono perciò un importante campionario di fossili che richiama appassionati da tutto il mondo. Tuttavia è bene ricordare che le scogliere sono un patrimonio protetto e per questo motivo è possibile collezionare soltanto i fossili presenti nelle rocce che cadono a causa del naturale processo di erosione.

Le scogliere di Dover nell’immaginario inglese

Queste scogliere sono particolarmente care ai britannici e costituiscono tuttora un simbolo fondamentale della loro storia lontana e recente. Durante la Seconda guerra mondiale, ad esempio, una delle canzoni più popolari tra i soldati inglesi era intitolata “The White Cliffs of Dover”, ovvero “Le bianche scogliere di Dover”. La canzone parlava del momento in cui la guerra sarebbe finalmente finita e tutti avrebbero potuto vivere in pace e tornare ai propri paesi natii, dove le scogliere di Dover li avrebbero accolti. La canzone è stata resa famosa nel 1942 dalla cantante Vera Lynn, che la cantava spesso per reduci e feriti.

Quando le fu chiesto se non fosse stanca di cantare sempre questa canzone, lei rispose: “No, perché la canto per loro. Le scogliere di Dover sono l’ultima cosa che i ragazzi vedevano prima di partire per la guerra”.

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