La storia di Crescenzo! Il piccolo “Lord” nato sotto gli occhi stupiti del Rione Ortola

Cronaca

La storia di Crescenzo! Il piccolo “Lord” nato sotto gli occhi stupiti del Rione Ortola

 

A colloquio con la mamma coraggio che ha dato alla luce il suo bambino partorendo da sola nelle scale di casa a Lacco Ameno:Quando ho toccato la testa ho urlato fortissimo!fondamentale i questa commovente ed incredibile vicenda la figura di nonna Susan Bennet

Mi commuove fino alle lacrime pensare al viso della mamma e alla faccina del neonato al momento dell’atteso abbraccio. Lei lo coccola e lo rassicura con tutte il suo amore, la forza e il desiderio di proteggere quell’esserino tanto voluto. e tutto intorno il caos e lo spavento per un evento inatteso quanto stupendo! Niente forse è paragonabile o barattabile con la gioia e la fortuna di diventare madre. Se si riescono a tenere gli occhi aperti, si dice che lo spettacolo più bello al quale si possa assistere è quello della nascita. La nascita di una vita, ogni vita è un evento immenso. Immenso e di una potenza tanto grande da diffondersi a dismisura con la nascita di Crescenzo Arcamone, il piccolo già ribattezzato il Lord del Rione Ortola che con la sua fretta di venire al mondo ha messo a soqquadro un intero paese che ha gioito ed esultato al suo primo vagito.

Lui nato nel comune di Lacco Ameno e precisamente nel Rione Ortola, alle spalle della Piazza di Santa Restituta in una situazione rocambolesca, con pratiche e principi di altri tempi. Lui, testimone e origine di questa immensità, è la speranza che si libera nell’atto stesso del parto. Lui venuto al mondo, ironia della sorte, come chi gli ha dato il nome, nonno Crescenzo Arcamone:per strada al “Rione di Sopra” nella vicina Casamicciola Terme!Ma quelli erano altri tempi, era più di sessantanni fa.Certo, noi siamo sempre troppo disattenti e la società di cui siamo, nonostante tutto, figli naturali o figli , favorisce e alimenta una vita e uno sguardo distratto. Il racconto nel ricordo vivido di Mamma Susan Bennet 29enne di origini inglesi trapiantata ad Ischia che raggiante e felice, forse come non mai, ci ha parlato con disarmante semplicità e con un pizzico di buon umorismo sassone, dell’entusiasmo e la gioia di un parto che per chiunque ha del miracoloso.“Già durante la notte mi ero svegliata nel mio letto intorno alle tre del mattino in preda alle contrazioni, forti, ma abbastanza diradate nel tempo”- esordisce mamma Ria nel suo tipico slang inglese-“ho così chiamato il medico per avvertirlo e da lui sono stata rassicurata perchè la dilatazione e le contrazioni indicavano che ci volesse ancora tempo.Così ieri mattina sino all’ora di pranzo sono stata in giro o spicciato le faccende, ho addirittura accompagnato mia madre in auto ad Ischia per un pò di shopping e poi sono rientrata per il pranzo a casa della mia mamma.

mentre tutti eravamo seduti a tavola in attesa che l’acqua sul fuoco bollisse e la pasta fosse cotta quando ho avvertito i dolori più forti e le contrazioni più continue, mi sono alzata in fretta e detto a tutti di muoversi, di prendere la macchina per raggiungere l’ospedale”- prosegue Ria-“quando mi sono alzata ho sentito ‘pouf!’…moi si erano rotte le acque. Sono corsa verso la porta, giù per le scale. Uno, due, tre, quattro gradini, poi ho sentito che stava venendo fuori ho messo la mano e ho toccato la testa! ” –Indugia mamma coraggio- “Ho urlato forte, ma così forte che tutto il Rione è accorso spaventato ed atterrito da quel grido. Allora ho rifatto due gradini indietro cercando di rientrare, ma non ci sono riuscita “. La donna, ogni volta, è in grado di distrarci dalle nostre svagatezze mostrandoci un accadimento colossale. Quello della nascita, appunto. Un bagno di umiltà che ci riporta dentro la nostalgia dell’essere creato.

E così che la mamma di ogni ordine e grado si fa protagonista e da una nascita si arriva ad un’altra nascita:” Per fortuna che con me c’era mia Madre Susan! Se lei non ci fosse stata non so cosa sarebbe successo! La sua calma il suo sorriso, mentre tutto intorno era caos ed apprensione mi ha dato la forza ed il coraggio di far nascere mio figlio. Arrivata sulle scale, non c’era più tempo il bimbo era già fuori e così mia madre mi ha detto di abbassarmi, mi ha tirato via i pantaloni e ha preso tra le mani il piccolo adagiandolo poi dolcemente tra le mie braccia”- Momenti che lasciano senza fiato, non esistono parole per descrivere e riportare un cosa tanto grande forte. Quando il trambusto e la tensione dell’evento si è placata è giunto il momento dell’amore e della tenerezza, il momento di condividere questo infinito- “Quando Crescenzo era al sicuro tra le mie braccai, mamma Susan ha portato giù mia figlia Lilly.

Così anche lei poverina che si era tanto spaventata ha incontrato il suo fratellino”. Un pensiero va anche a nonno Chris che da buon papà collaborava scattando le foto in pieno travaglio, a mamma Arcamone atterrita e sorpresa dall’evolversi degli eventi. Un pensiero va sopratutto a papà Michele Arcamone che nel giorno più bello, era a bordo di una nave tra Napoli ed Ischia impegnato nel suo lavoro di marittimo. mentre papà sgobbava e si preoccupava per quella nuova vita che stava per arrivare, Crescenzo Junior batteva tutti sul tempo mostrando il suo caratterino di futuro uomo: Un uomo che in un solo istante a sconquassando tutta l’Ortola e Lacco Ameno con la sua fregola di uscire e mostrarsi al mondo.”A questo punto,quando il peggio era passato sono arrivati tutti, tutti sotto le scale, acchiappa qua, prendi la ed io a dire Shhh! Calma!Anche Consiglia, l’infermiera pediatrica D’Andrea, è giunta poco dopo e mi suggeriva di farlo piangere di scuoterlo per farlo vagire, di allattarlo e tutto il resto.

“-Ma tutto e bene ciò che finisce bene ed alla fine è giunto anche il 118 che ha soccorso e trasportato la donna al reparto di di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale lacchese. Qui c’è stato bisogno solo di tagliare il cordone ombelicale che le provette ginecologhe d’emergenza si erano ben guardate di non tagliare e che poi gli infermieri del Pronto Soccorso avevano bloccato con una clip. Al momento di lasciare le scale del miracoloso parto, quando mamma Ria Bennet è scesa in strada con il suo batuffolo rosa stretto tra le braccai è stato un tripudio di applausi ed auguri, un rincorrersi di voci e scene di giubilo come se tutta Lacco Ameno avesse ritrovato l’entusiasmo ed il fondamento della vita nella nascita di quel figlio.

Da una nuova vita, dal fragoroso dolore di una nascita si origina la potenza più alta e invincibile che questa terra ci dia la possibilità di contemplare.

La più grande di tutte le astrazioni e di tutti i meccanismi. Il vero, sublime, commovente, originale motore del mondo.

Il “piccolo Lord dell’Ortola”, come sua madre, sta bene, gode di ottima salute ed è già divenuta la mascotte ed il cittadino d’eccezione del paese che per primo l’ha visto nascere in tutta la sua bellezza e coinvolgente durezza alle 13.20 circa, minuto più minuto meno.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche