La storia di Stefano Borgonovo COMMENTA  

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Stefano Borgonovo (17 marzo 1964-27 giugno 2013) è stato un calciatore italiano che ha giocato come attaccante in squadre importanti come Fiorentina e Milan.

Nato a Giussano, in Provincia di Monza e Brianza, Borgonovo ha iniziato la sua carriera professionale con il Como Calcio, facendo il suo debutto in una partita di Serie A contro l’Ascoli Calcio. Dopo un prestito al SS Sambenedettese Calcio nel 1986 si trasferisce al Milan, in prestito dal Como.


Dopo due anni Borgonovo viene mandato dal Como in prestito alla ACF Fiorentina, dove ha avuto la stagione di maggior successo della sua carriera, segnando 14 gol in campionato e giocando al fianco di Roberto Baggio. Questo gli valse la convocazione in nazionale, il suo debutto è avvento il 22 febbraio 1989, in una amichevole con la Danimarca e, infine, ha avuto la possibilità di dimostrare tutto il suo valore al Milan. Ha trascorso gran parte della stagione 1989-1990 come riserva di Marco van Basten e, nonostante avesse guadagnato una medaglia per la coppa dei campioni ha deciso di tornare alla Fiorentina per tornare a giocare regolarmente.
Ha successivamente giocato per il Pescara Calcio, l’Udinese e il Brescia Calcio prima di ritirarsi nel 1996. In seguito ha allenato il Como ma nel 2005 si è ritirato a causa di cattive condizioni di salute.

Vita personale e la malattia

Borgonovo ha sposato Chantal e la coppia ha avuto quattro figli. Il 5 settembre 2008 è stato rivelato al calciatore che era affetto da sclerosi laterale amiotrofica, la stessa malattia che lentamente ha ucciso Gianluca Signorini, un altro ex giocatore di Serie A, nel 2002.


Per raccogliere fondi e far conoscere la sua malattia Borgonovo ha creato la sua fondazione e i suoi ex club Fiorentina e Milan hanno organizzato per lui una partita di testimonial.

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Alla partita, giocata l’8 ottobre 2008 allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, di fronte a una folla di 30.000 persone, hanno partecipato diversi ex stelle delle due squadre – egli stesso ha partecipato nonostante la sua grave condizione, con l’ex compagno di squadra Baggio al suo fianco.

Carlo Ancelotti nella sua autobiografia ha parlato di Stefano in questo modo: ‘Stefano era il mio compagno di squadra e lui ha un problema. Abbiamo bisogno tutti di aiutarlo perché forse c’è una soluzione per questa malattia, ma dobbiamo essere veloci, perché la sua condizione non è buona. Non può muoversi, può solo parlare con i suoi occhi. Ha segnato nella semifinale di Coppa dei Campioni del 1990 contro il Bayern ed era un buon attaccante. Lui non era velocissimo ma molto intelligente. E’ sempre stato un bravo ragazzo, molto divertente e lo è anche adesso nonostante la sua malattia”.
Borgonovo è anche  riuscito a scrivere la sua autobiografia “Nato attaccante” utilizzando solo i suoi occhi e un pc. Nel libro, tra le altre cose, ha parlato della sua presa di posizione contro la droga, dicendo: ‘La mia carcassa è pulita e lo è sempre stata. C’è un’ombra che sta sopra la mia fotografia, ma è stata inventata da altri, ipocriti spietati. Hanno usato la mia malattia per dire che mi drogavo ma non è mai stato così”.

Nel 2013 Borgonovo si è unito alla lotta antidoping della FIFA. E”morto a causa della malattia il 27 giugno dello stesso anno, all’età di 49 anni.

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