La svolta del Papa: ‘gli enti ecclesiastici paghino l’Imu’ COMMENTA  

La svolta del Papa: ‘gli enti ecclesiastici paghino l’Imu’ COMMENTA  

Adesso non è solo la Cassazione ad ammetterlo, ma anche Papa Francesco ha riconosciuto la necessità che gli enti ecclesiastici che svolgono attività commerciali devono pagare le tasse sugli immobili. Lo ha comunicato nel corso di una intervista rilasciata a Renascenca, una radio portoghese: “Un collegio religioso, essendo religioso, è esente dalle tasse, ma se lavora come albergo è giusto che paghi le imposte”. Il Papa ha proseguito nell’intervista riconoscendo l’esistenza di ‘conventi vuoti usati come veri e propri hotel: “Ci sono conventi che sono quasi vuoti e anche lì può esserci la tentazione del dio denaro. Alcune congregazioni dicono: ‘Ora che è il convento è vuoto faremo un hotel, un albergo: possiamo ricevere gente e con ciò ci manteniamo e guadagniamo‘.


Dopo l’esternazione del Papa, adesso la parola passa al governo Renzi. Il nuovo regime fiscale che fu applicato dalle riforme del Governo Monti, già stabilirono che gli enti ecclesiastici che svolgono attività commerciale fossero sottoposti al pagamento dell’Imu a quelli che svolgono attività commerciali. L’ambiguità dell’interpretazione della norma però aveva dato adito a perplessità e controversie, poichè molte strutture ecclesiastiche si presentano come attività senza fine di lucro, di fatto svolgendo vere e proprie attività commerciali.


Per fare chiarezza non è bastato il decreto con le regole su Imu e Tasi per gli enti non commerciali firmato il 26 giugno 2014 dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Quel provvedimento stabiliva che le scuole private che chiedono alle famiglie rette inferiori ai 6.882 euro annui, non sono tenute a pagare l’odiata imposta, cosi come le cliniche convenzionate e tutti gli enti non commerciali posseduti dalla Chiesa, dalle parrocchie alle università ai musei.


In poche parole, oggi, per evitare l’applicazione dell’Imu basta semplicemente dichiarare di non svolgere attività commerciale.  Secondo le ultime stime dell’Anci, il valore delle tasse sugli immobili non pagate dalla Chiesa ammonterebbe a circa 800 mila euro.

 

 

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