La tragedia della Costa Concordia, le testimonianze dei sopravvissuti dell’Emilia Romagna

Bologna

La tragedia della Costa Concordia, le testimonianze dei sopravvissuti dell’Emilia Romagna

Sulla nave incagliata all’isola del Giglio erano presenti anche parecchi residenti in Emilia Romagna. A dare una testimonianza della tragedia, come riportato da Il Resto del Carlino, Bologna, sette pensionati, tre uomini e quattro donne, residenti nell’Alta valle del Reno. “Abbiamo visto la morte in faccia”, affermano. Si tratta di Reginaldo Garonni, 75 anni, e la moglie Maria Teresa Vitali, residenti a Silla di Gaggio Montano, gli amici Loris Violi, 75 anni, e la moglie Milena Capitani, Maria Violi, sorella di Loris, veterani di crociere con la compagnia Costa. “Il momento più tremendo, raccontano, l’abbiamo affrontato quando dovevamo calarci nella scialuppa tra urti, spintoni e urla”. “Per noi, in nave, è stata la prima e ultima volta”, affermano Ariundo Corsellini e Assunta Naressi, la coppia residente a Castel di Casio. Raccontano poi dell’assistenza ricevuta sull’isola: straordinaria. “Bravi il parroco, i volontari e le forze dell’ordine”. “Ora vogliamo soltanto dimenticare” dichiarano Andrea, Simona e i loro tre figli, finalmente tornati nella loro casa, a Ferrara.

Era la loro ottava crociera e fino a quel momento non era mai successo nulla. Anche loro, forse, non torneranno in nave. Tra i passeggeri una famiglia forlivese composta da Tatiana Voivodic, casalinga, il marito Antonio Penni Malaguti, dirigente di un’azienda di trasporti e i loro bambini, Filippo, 10 anni e Lucia, 4, era a bordo della Costa Concordia.Per me era il sogno di una vita. Mio marito non era troppo convinto, ma poi abbiamo sentito degli amici che erano stati così bene… Avevamo prenotato a marzo! Non lo farò mai più. Dopo quest’esperienza ho paura di tutto, navi, aerei, treni…” dice Tatiana, come riportato da Il Resto del Carlino, Forlì. Poi il pensiero va alle vittime della tragedia. Ieri hanno potuto fare ritorno a Bologna anche Andrea Degli Esposti, 36 anni, garagista del Sant´Orsola, la moglie e Donatella Landini, che lavora all´Airlook di via Toscana e che è rimasta colpita dalla scarsa organizzazione e poca preparazione del personale di bordo. Rosalba Muti, 80 anni che vive col marito Paolo, 85 all’isola del Giglio è stata tra quanti hanno presto soccorso ai sopravvissuti.

Ha infatti ospitato alcuni passeggeri tra cui la famiglia dei coniugi Giunzioni nella casetta di fianco alla sua, quella che d’estate affitta ai turisti. “Era normale prenderli. Loro, nove tedeschi, una coppia di rumeni. Volevo prenderne anche di più”, dichara Rosalba. Come riportato da Il Resto del Carlino, Modena, anche una coppia di Mirandola era sulla nave. “L’equipaggio ci ha abbandonati. Abbiamo aiutato due ragazzi disabili, poi siamo saliti su una delle ultime scialuppe disponibili, messa in acqua con trenta posti liberi” dicono Carlos Fontana e la moglie Eliana Perez in crociera per festeggiare le nozze d’argento. Chiederanno il risarcimento dei danni. Questi i drammatici racconti di chi ce l’ha fatta, ma ancora si cercano i dispersi. Come riportato da La Repubblica, Bologna, Susy Albertini, residente a Rimini, vive nella speranza di riabbracciare la figlia di cinque anni, Dyana, in crociera insieme al padre divorziato, William Arlotti, di 34 anni, entrambi dispersi nel naufragio del Giglio.

Ha invece fatto ritorno a casa, Michela Maroncelli, la nuova compagna dell’uomo. “Ho fatto centinaia di telefonate al cellulare del mio ex marito, ma non risponde. Ho chiamato tutte le autorità, dai Carabinieri alla Marina alla Prefettura di Grosseto, i vigili del fuoco, ma nessuno mi sa dire nulla di mia figlia” afferma Susy in stato di shock. Intanto Rimini rimane in attesa.

Di Alessandra V. Massagrande

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