La vera storia del nuovo logo Alitalia

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La vera storia del nuovo logo Alitalia

Ha sollevato un gran polverone la presentazione del restyling del logo Alitalia, sia per la “ristrutturazione” stilistica che per il costo che si aggirerebbe intorno ai 520.000 €.

Premesso che un brand del genere non può sconvolgere il proprio logo in modo radicale, bisognerebbe capire se quella cifra sia reale e se si riferisca solo al design o a tutto il costo delle riapplicazioni e stampe sui vari supporti.

Di seguito un po’ di storia.

Il primo ammodernamento del logo fu deciso nel 1969 da Cimoli, ai tempi di Alitalia-Lai, con un concorso che aveva lo scopo di rinnovare il proprio marchio, nato nel 1946. Si trattava di sostituire la “freccia alata”, di rinfrescare il Logo e di dare una minima riconoscibilità alla compagnia, il cui impennaggio era caratterizzato dal tricolore. Il concorso fu vinto dalla Landor Associated che ideò un lettering a originale accompagnato da una striscia verde a lato della fusoliera, chiamata «cheatline» e che andava a sostituire il vecchio tema a “Pentagramma”.

Il marchio, una A tricolore, fu posto sul timone di coda ed entrò subito nell’immaginario italiano e mondiale come “logo naturale” di Alitalia.

Nel 2005 fu effettuato un altro restyling e gli elementi distintivi del logo e della livrea vengono mantenuti in quanto espressione dei valori più autentici della Compagnia. Il logo viene inclinato leggermente acquistando in dinamicità, i colori si fanno più intensi ed eleganti e le curve si ammorbidiscono. Il tutto al costo di 520.000 euro spalmati in due anni, per pagare la consulenza sull’ammodernamento del marchio.

Il restyling 2015 è targato “Saatchi & Saatchi” e si è conclusa al momento della firma dell’accordo che ha portato Etihad ad appropriarsi del 49 per cento della compagnia di bandiera. E da Abu Dhabi è arrivato il primo aereo con la nuova livrea, presentato a Fiumicino lo scorso 6 giugno. Qui la A tricolore resta al suo posto, allungata fino alla coda dell’aereo.
Il lettering non cambia quasi ma il verde più scuro viene abbandonato per una tonalità molto simile alla scritta del 1969.

Resta l’inclinazione a destra con i caratteri leggermente modificati. Sparisce la «cheatline» con il lettering che va sotto l’oblò.
L’aereo è tutto bianco.

Quanto sia stato speso per tutta la riapplicazione su veicoli, rifacimento aree aeroportuali e tutto il materiale di comunicazione non è dato sapere, ma è certo che la predominanza del bianco potrebbe rappresentare addirittura un risparmio per Alitalia sia in termini di costi che in termini di manutenzione.

alitalia-ultimo rendering di Alitalia - anno 2015 The Alitalia airplane carrying German-bo Caravelle in livrea Alitalia all’aeroporto Fiumicino - anni 60  -John Proctor-Wikipedia-Pubblico Dominio ITALY-ECONOMY-TRANSPORT-ALITALIA An Alitalia plane is parked at Rome's Fi rendering di Alitalia - 2005 rendering di Alitalia - 1969

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An Alitalia plane is parked at Rome's Fi
ITALY-ECONOMY-TRANSPORT-ALITALIA
alitalia-ultimo rendering di Alitalia - anno 2015
Caravelle in livrea Alitalia all’aeroporto Fiumicino - anni 60  -John Proctor-Wikipedia-Pubblico Dominio
rendering di Alitalia - 1969
rendering di Alitalia - 2005
The Alitalia airplane carrying German-bo

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