L’Abi chiede ai propri affiliati di non esagerare con gli aumenti retributivi COMMENTA  

L’Abi chiede ai propri affiliati di non esagerare con gli aumenti retributivi COMMENTA  

Giuseppe Mussari
Giuseppe Mussari

Forse qualcuno si comincia a rendere conto che un sistema il quale premia a prescindere dai risultati, presenta al minimo qualche distorsione e rischia una pericolosa impopolarità, soprattutto presso i ceti chiamati a pagare il conto di una crisi innescata da altri.

E’ quanto viene da pensare leggendo la notizia in base alla quale l’Abi predica “moderazione” nel trattamento economico dei top manager bancari, evitando per quanto possibile il loro incremento, almeno finché sarà valido il contratto nazionale, che riguarda i 340mila dipendenti del settore.

In una lettera inviata venerdì scorso a presidenti, amministratori delegati e direttori generali degli istituti affiliati, il numero uno dell’associazione Giuseppe Mussari, si fa carico di queste tematiche e cerca di sensibilizzare gli aderenti su uno dei punti a maggior impatto mediatico, quello che riguarda appunto gli stipendi milionari dei banchieri.

Proprio in questa ottica, Mussari rivolge invita alla massima attenzione sul tema dei compensi ai top manager, in una logica di equa distribuzione e sostenibilità complessiva delle misure imposte dalla congiuntura.

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Il presidente rivolge perciò ai banchieri affiliati “l’invito ad indirizzare ulteriormente le scelte in tema di trattamenti economici delle figure apicali verso una moderazione che – per quanto possibile e senza incidere sulle politiche di retention – giunga a evitare anche incrementi di dette remunerazioni per il periodo di vigenza del Contratto nazionale”. In pratica, si parla dei prossimi tre anni. La mossa in questione, del tutto inedita, ha colto il plauso delle organizzazioni sindacali, che la hanno definita un atto politico straordinario, di profonda e nitida discontinuità che si spera contribuisca a consegnare, definitivamente, al passato la stagione della crescita esponenziale dei differenziali retributivi tra Top Management e restante personale. Indubbiamente una mossa saggia, in un momento in cui le banche non godono di grande popolarità presso famiglie e imprese, a causa delle restrizioni operate al credito, resta solo da vedere se rimarrà un semplice intento o sarà suffragata da fatti concreti.

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