L’acqua come la benzina: costosa COMMENTA  

L’acqua come la benzina: costosa COMMENTA  

L’acqua come la benzina. Da gennaio l’aumento del prezzo non riguarda solo l’oro nero che nelle ultime settimane è salito ad 1,7 euro a litro, ma anche il bene più prezioso per l’uomo subirà dei rincari: in Puglia un metro cubo d’acqua costerà 1,6063 euro. Un aumento vertiginoso del 22,6%, salito di tre punti dal 2011 al 2012.


In Puglia, l’inflazione e le spese per i cittadini aumenteranno ulteriormente, rendendo vano l’effetto degli ultimi referendum, in cui proprio il tema dell’acqua pubblica ha suscitato discussioni. A nulla è valsa la vittoria della posizione dei “sì”, proclamata anche dal presidente della Regione Nichi Vendola, che, da ricordare, abrogava la legge che consentiva «al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio».


L’impossibilità di adeguarsi al risultato referendario è stata confermata anche dall’assemblea dell’Acquedotto Pugliese che in questi giorni ha approvato un piano industriale che prevede investimenti per 674 milioni di euro con un indebitamento che raddoppierà da 219 a 402 milioni. L’Acquedotto conferma di proseguire la strada dell’efficientamento che obbliga a tali rincari per le tasche dei pugliesi.


Dall’Acquedotto Pugliese dicono che è inutile intraprendere ulteriori discorsi: la realtà da affrontare è dura e non serve demagogia. Quella demagogia che trapela dalle parole dell’assessore alle Opere Pubbliche Amati il quale afferma:”Rivolgo un appello ad evitare gli usi impropri dell’acqua ed ovviamente a risparmiare: le belle giornate e la relativa carenza di piogge descrivono una situazione di attenzione, considerando la minore disponibilità idrica attualmente rilasciata dalle sorgenti, nonché quella contenuta negli invasi”. Non proprio un consiglio del tutto nuovo.

L'articolo prosegue subito dopo


Sembra aver scoperto…l’acqua calda!

Mantenendo poi la linea presa dall’Acquedotto parla anche della situazione delle piogge nella regione: “È chiaro che se dovesse continuare così riusciremmo a soddisfare le esigenze idropotabili solo sino al prossimo autunno, anche se speriamo ovviamente che il nuovo anno ci porti la buona notizia della pioggia. Nel frattempo abbiamo il dovere di valorizzare il notevole sforzo tecnologico compiuto negli ultimi anni, idoneo al monitoraggio costante, per invitare al risparmio e all’appropriatezza degli usi, che sarebbero sufficienti per contrastare la moderna irregolarità dei fenomeni naturali. La comunicazione tempestiva e preventiva delle condizioni di attenzione, ci aiuta nel raggiungimento di un obiettivo: mantenere in ozio il sistema di emergenza del quale ci siamo dotati sin dall’ultima crisi idrica del 2008”.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*