L’Amleto² di Timi alla Pergola tra genio e sregolatezza COMMENTA  

L’Amleto² di Timi alla Pergola tra genio e sregolatezza COMMENTA  

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Continua al Teatro La Pergola di Firenze, fino al 13 gennaio, lo spettacolo Amleto²  di e con Filippo Timi, attore teatrale, più volte prestato al cinema, e, giusto per non farsi mancare niente, anche scrittore.

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Dell’originale Amleto shakesperiano, quello di Timi conserva solo la pazzia, una pazzia ben lungi dall’essere finta e che ne diventa il tratto distintivo per eccellenza.  Il personaggio interpretato dall’attore perugino si presenta immediatamente sul palco iperbolico, parossistico (non a caso è elevato al quadrato), straniante, la cui pazzia è portata all’estremo e indagata in ogni sua possibile manifestazione.  Spesso volontariamente spinto oltre ogni limite del buon gusto e della decenza, si caratterizza anche per un’ambiguità intrinseca che ne investe ogni piano: fisico (compare per la prima volta in scena vestito da donna) e sessuale, con le continue allusioni ad una non ben chiara bisessualità. Nella rilettura surrealista che Timi fa del dramma shakesperiano ogni sacralità è infranta, a partire da quella che investe i rapporti umani inviolabili per eccellenza, quelli familiari: la scena in cui la regina si trova nella sua stanza a colloquio con il figlio è riproposta in una chiave dissacrante, finanche scabrosa, finendo per costituire una delle scene più gustose – e coraggiose – dell’intero spettacolo. Anche il passaggio più famoso del dramma, il soliloquio di Amleto “essere o non essere”, non passa indenne alla rivisitazione di Timi a cui viene stavolta in soccorso il rifarsi alla vita vera e cioè alla balbuzie di cui l’attore soffrì da piccolo, prestata per un attimo all’altrimenti facondo Amleto, che stavolta si inceppa. Come già detto, lo spettacolo presentato alla Pergola del dramma shakesperiano mantiene davvero poco: senz’altro non il lessico, che precipita dalle riflessioni più alte agli sproloqui più volgari e alle gag più demenziali, fino ai più svariati suoni onomatopeici, ripetuti ad libitum. La sua assurdità è ribadita, caso mai ce ne fosse bisogno, anche dalla scelta improbabile delle musiche, che, tra gli altri, annoverano Lucio Battisti e riferimenti a noti jingle pubblicitari.

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Insomma, l’Amleto² di Filippo Timi è una rappresentazione senz’altro audace, dove si ride molto e di gusto per la grande bravura e credibilità di tutto il cast e che presenta la pazzia dell’eroe shakesperiano non come una condizione subita o momentanea, ma  come una scelta consapevole: moderno Principe Zarlino palazzeschiano che vede nella pazzia volontaria l’unica via possibile per tentare di affrontare la tragicità intrinseca, e comunque inevitabile, del reale.


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AMLETO² – Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche
uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Lucia Mascino, Marina Rocco, Luca Pignagnoli, Elena Lietti
Luci Marcello Jazzetti
regia Filippo Timi e Stefania De Santis
al Teatro della Pergola, fino a Domenica 13 Gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

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