L’amministrazione pubblica in debito per 100 miliardi con le imprese COMMENTA  

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La recessione durerà per tutto il 2012 (almeno), lo ammette il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Inutile dire che tale situazione influisce pesantemente sulla trattativa della riforma del lavoro.

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C’è un calo significativo dell’offerta di credito (credit crunch in gergo). Tale situazione, ovviamente, si ripercuote negativamente su imprese e famiglie. Passera individua come cause principali “la mancanza di liquidità, l’aumento delle sofferenze, le regole che hanno tolto altro capitale alle banche”. Preoccupano le cifre dell’indebitamento dell’amministrazione pubblica nei confronti delle imprese.

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Il debito accumulato è stimabile in 100 miliardi di euro. Tale somma – afferma Passera – si traduce in indebitamento bancario. A sottolineare la drammaticità di questo indebitamento dell’amministrazione pubblica ci sono gli ultimi casi (sempre più frequenti) di suicidi legati al mondo del lavoro.

Un’azienda che non riceve i pagamenti dovuti, a sua volta, non può pagare dipendenti e fornitori questo, spinge le aziende verso il fallimento o al licenziamento dei dipendenti.

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Secondo Passera, una soluzione potrebbe essere “adottare la direttiva europea dei pagamenti: magari non saranno 30 giorni ma quand’anche fossero 90, sarebbe un miglioramento clamoroso”. Secondo il ministro “se riuscissimo, nei prossimi mesi, a rimettere in moto una metà dello scaduto, sarebbe in termini di impatto sulla finanza e sui conti economici, perche 100 miliardi di indebitamento ai tassi attuali sono una cifra enorme di oneri finanziari, metteremmo in moto molto”. Per quanto riguarda le infrastrutture il governo vuole spingere sugli investimenti e l’idea, spiega il ministro, è quella di “vedere nei prossimi 12 mesi 40-50 mld di lavori indirizzati e il più possibile avviati”

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