L’ammiraglia, l’abbandono e il batterista eroe

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L’ammiraglia, l’abbandono e il batterista eroe

Prima che questo articolo venga ingoiato nella mediaticità dei prossimi giorni, con le notizie che sicuramente si accavalleranno facendo perdere lustro al mio eroe, parto un po’ prima con lo scrivere -a quasi un anno esatto dall’incidente-, sul disastro della nave da crociera Costa Concordia. Ormai dell’ammiraglia poco importa, ferita a morte dalle Scoole, e nemmeno il suo travagliato recupero; figurarsi del suo affascinante “timoniere”. Presumo che non interessino nemmeno le telefonate intercorse tra la capitaneria di porto di Livorno, nella quale si è incoronato eroe un uomo che ha semplicemente svolto il suo ruolo, e un debole capitano impanicato: orfano del ruolo a cui era stato chiamato a ricoprire. Anche le false accuse, le contraddizioni e le bugie ormai poco interessano, se non a carattere giudiziario.

Quello che maggiormante interessa, a noi tutti, sono le vittime: sfortunati protagonisti di quel tragico episodio in cui troppo si è detto ma in pochi hanno scandito i nomi dell’estremo eroismo di alcuni veri uomini. Certi sconfortati e privi d’identità, benché pagati su eventuali accadimenti, hanno preferito abbandonare facendo finta di non vedere. Altri “capitani coraggiosi” invece, malgrado feriti, hanno prestato il loro soccorso mettendo in salvo decine di vite, ma comunque loro hanno potuto fare ritorno a casa e abbracciare i propri cari. Il mio eroe purtroppo non c’è l’ha fatta. Non è sicuramente l’unico ma poco si è parlato di lui. Ogni tanto mi vergogno ad essere Italiano quando penso a un “Montecitoriese” corrotto e arrogante. Molto spesso invece mi sento fortunato di esserlo, se penso a lui: Giuseppe Girolamo. Chi e…[…]…vi chiederete, già chi è?

Giuseppe Girolamo è il musicista coraggioso, un artista pieno di altruismo, umanità e rispettoso della vita a tal punto da sacrificare la propria per far spazio sulla scialuppa a una bambina: ” Ha tutta una vita davanti” avrà pensato il mio eroe mentre scendeva dalla piccola imbarcazione per far salire la bimba: ecco chi è Giuseppe! Immagino che gli angeli agli eroi come te diano del tu, chiamandoti semplicemente Beppe. Eri pagato per fare divertire i passeggeri non per salvarli, ma malgrado questo il tuo umano istinto ha preso il sopravvento, mostrando a tutti noi chi eri: un eroe per l’altrui vita. Caro Giuseppe come già scrissi per un altro grande eroe << preparati ad essere dimenticato dai media >>, tu non sei Schettino. Sicuramente non verrai dimenticato da noi che ammiriamo e invidiamo l’altruismo, il coraggio e chi ci ha dato la prova che esistono ancora uomini buoni. Grazie Giuseppe.

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