L’antropologia filosofica A

Cultura

L’antropologia filosofica A

antropologia-1L’antropologia è lo studio dell’essere umano, simboleggia una disciplina alquanto moderna ed innovativa: possiamo affermare che l’antropologia è presente nella realtà di tutti i giorni. Individua l’uomo concreto, le sue azioni, costumi, usanze e modi di fare. La vita è indubbiamente qualcosa di unico: individua la realtà vera dell’essere umano; dipinge immensamente un quadro astratto, sovverte l’ordino empirico delle cose. Simboleggia qualcosa di unico: indescrivibile a priori. L’immensità è qualcosa di grandioso, di davvero unico.
La nuova disciplina iniziò con la scoperta dell’America, tutto si tramutò in un sussulto straordinario: il pensiero umano descrive a priori qualsiasi di veramente straordinario. La musica, invece, simboleggia l’arte nuova, descrive emozioni, fa emergere tutte le nostre sensazioni; è un pullulare di immensità nuova e vera, delinea una scia magica di immensità.
In passato il punto di riferimento era Dio, invece con la rivoluzione scientifica la modernità assume nuove valenze: il riferimento scientifico va inteso come qualcosa di roboante e concreto (immensità vera e pura; stimolo nuovo per l’essere umano che vive nell’Universo). Inizialmente bisogna porgere uno sguardo attento al mondo di oggi, la modernità è il frutto di una rivoluzione davvero decisa ed innovativa.

L’Umanesimo e il Rinascimento inevitabilmente hanno rappresentato qualcosa di unico: il tutto è stato l’innesco di qualcosa di veramente rivoluzionario. Il pensiero umano simboleggia qualcosa di grandioso, l’arte invece è la parte armonica della sostanza vera dell’individuo; rappresenta un connubio vigoroso e forte tra pensiero umano e disegno vero delle sensazioni umane.
In molti ambiti il discorso filosofico si struttura partendo dalla concretezza. È opportuno rilevare che la cosa prettamente spirituale non va più da sé, ma deve in qualche modo giustificarsi, simboleggia un’azione decisa o efficace. Secondo i filosofi del passato, l’anima dell’uomo era l’uomo. Nel mondo antico l’anima era vista nelle varie facoltà dell’individuo, a tutt’oggi, la modernità dell’anima si identifica con l’intelletto. L’essere nuovo dell’Era Internettiana è qualcosa di veramente moderno: ha una concezione del pensiero filosofico che tende ad identificarsi con la modernità tecnologica. La vera rivoluzione digitale in corso è quella che permette all’individuo di comunicare con il mondo esterno per mezzo dei social network.

La vera rivoluzione in atto porterà inevitabilmente ad una fase economica caratterizzata da benessere diffuso, anche se tutto questo appare come qualcosa di difficile da identificare e individuare.
Ciò, dunque, che caratterizza l’uomo è l’individuo stesso e quindi non coincide più con il soprannaturale; Dio viene inteso come qualcosa di superiore (coincide con l’immensità). Il sapere nuovo è alla ricerca irrequieta della modernità: sovverte l’ordine stesso delle cose ed innesca nel mondo della cultura un atteggiamento di affannosa ricerca della vera luce dell’esistenza umana dell’individuo stesso. Il punto di riferimento esplicito sarà essenzialmente la libertà; quest’ultima nasce dalla concretezza della fisicità stessa dell’essere umano, delinea un qualcosa che va sempre più delineandosi nel mondo attuale. La tematica del corpo farà emergere alcune discipline complesse, quali ad esempio: la psicanalisi e la psicologia evolutiva.
Indagare la cognizione stessa dell’essere umano è qualcosa di laborioso: il modo di pensare dell’individuo racchiude nella propria anima qualcosa di veramente indescrivibile a priori.

La modernità simboleggia qualcosa di veramente unico: il progresso tecnologico individua una filosofia dell’essere decisamente unica ed innovativa. Ma una domanda sorge spontanea: che cos’è l’inconscio? È qualcosa di misterioso, la psiche stessa dell’individuo fa emergere la complessità stessa dell’individuo. Nella società odierna l’alienazione industriale è oramai una realtà consolidata, il mondo produttivo cerca l’efficienza, la produttività. Il capitalismo è la ricerca della sostanza economica: il modo di pensare del capitalismo non coincide con gran parte della filosofia contemporanea. Sostanza economica e filosofia paiono viaggiare su due rette geometriche protese all’infinito: non si incontreranno mai.
La strutturazione della stessa libertà ha inizio con alcune tematiche, quali ad esempio: la morale e quindi la questione delle cose negative per l’essere stesso. L’utopia del pensiero umano mantiene racchiusa in sé la dinamica dell’interrogazione: ci spinge verso qualcosa di estremamente laborioso. Potremmo affermare che il modo di pensare dell’essere umano è qualcosa di non regolare: lo stimolo culturale porterà il tutto a sfociare in una nuova ed avvincente rivoluzione copernicana.

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