L’Argentina dice addio al ‘kirchnerismo’ ed elegge Mauricio Macri come nuovo presidente COMMENTA  

L’Argentina dice addio al ‘kirchnerismo’ ed elegge Mauricio Macri come nuovo presidente COMMENTA  

L’Argentina ha scelto di cambiare il corso della propria storia, eleggendo il liberale Mauricio Macri (di origine calabrese) come nuovo premier, e mettendosi alle spalle una volta per tutte l’esperienza Kirchner.

Macri ha superato nel ballottaggio proprio l’erede di Cristina Kirchner, Daniel Scioli, e ponendo fine ad una esperienza politica che durava dal 2003. 

Proprio 12 anni fa fu Nestor Kirchner a prendere in mano le leve del potere, per ereditarlo alla moglie Cristina, che rimase in carica per due mandati.

Con una percentuale del 51,4% contro il 48,6% di Scioli, Macri si è affermato alle elezioni presidenziali, con un vantaggio di poco meno di un  milione di voti.

La svolta del successo di Mauricio Macri, consentirà al paese sudamericano di cambiare verso, aprendo la strada verso nuove scelte in campo economico e verso un nuovo modello di società, radicalmente differente da quello imposto dal ‘kirchnerismo’. La classe medio-borghese argentina, ormai stanca dalla politica economica impressa dalla vedova di Kirchner, ha deciso la contesa, optando per un nuovo corso che dovrebbe aprire all’Argentina nuove prospettive liberali, contro il modello autarchico e isolazionista del peronismo. 

Macri ha 56 anni, di padre calabrese e padre romano, è laureato in ingegneria all’Università dell’Uca (l’ateneo cattolico argentino). E’ figlio di un ricco imprenditore del settore dell’edilizia e delle costruzioni, ed è già un volto noto all’opinione pubblica argentina per essere stato anche presidente della gloriosa squadra di calcio del Boca Juniors, il sodalizio di Buenos Aires. 

Mauricio Macri dovrà dare vita ad una nuova terapia d’urto per imprimere una svolta all’economia al paese, fortemente dissanguato dalla crisi brasiliana e dal crollo dell’economia cinese (che ha ridimensionato la domanda), e che adesso potrebbe trovare nuova linfa dalla possibile svalutazione della moneta.

Cristina Kirchner potrebbe tornare in campo qualora la ricetta liberale per uscire dalla crisi, non desse i proprio frutti nel futuro prossimo. 

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