Lascia il sindaco Marino, elezioni in primavera

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Lascia il sindaco Marino, elezioni in primavera

Si è dimesso il sindaco di Roma Ignazio Marino, mettendo la parola fine a una polemica, quella sulle spese di rappresentanza, che stava crescendo di intensità e dimensione in modo incontrollabile.

Marino ha voluto inviare ai cittadini romani una lettera aperta, in cui ha spiegato tutte le sue motivazioni e diverse considerazioni sullo stato attuale della Capitale, sul suo passato e il suo futuro.

“In questi due anni ho impostato cambiamenti epocali, ho cambiato un sistema di governo basato sull’acquiescenza alle lobbies, ai poteri anche criminali. Questa è la sfida vinta” ha scritto Marino. “Non nascondo di nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso che purtroppo ha toccato anche parti del Pd e che senza di me avrebbe travolto non solo l’intero Partito democratico ma tutto il Campidoglio”. “Tutto il mio impegno ha suscitato una furiosa reazione” ha poi precisato, raccontando che “sin dall’inizio c’è stato un lavorio rumoroso nel tentativo di sovvertire il voto democratico dei romani. Questo ha avuto spettatori poco attenti anche tra chi questa esperienza avrebbe dovuto sostenerla. Oggi quest’aggressione arriva al suo culmine. Le condizioni politiche oggi mi appaiono assottigliate se non assenti. Per questo ho compiuto la mia scelta: presento le mie dimissioni”.

Le dimissioni, però, secondo Marino, non devono essere viste “come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini”, e, comunque, “possono per legge essere ritirate entro venti giorni. Non è un’astuzia la mia: è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche”.

Ignazio Marino lascia forse aperta la strada a un ripensamento, ma, secondo i più, si tratterebbe di un’ipotesi molto improbabile.

Le dimissioni saranno irrevocabili a partire dal 28 ottobre, poi inizieranno le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale. Roma sarà messa nelle mani di un commissario che dovrà essere nominato dal prefetto Gabrielli e il nome più quotato sembra essere quello di Riccardo Carpino, attuale commissario per le iniziative di solidarietà alle vittime di reati di natura mafiosa. In tarda primavera, forse, le elezioni.

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