L’autogol di Bosusco: “La prigionia? Una vacanza pagata”

Cronaca

L’autogol di Bosusco: “La prigionia? Una vacanza pagata”

Sto bene e saluto tutti quelli che hanno avuto paura per me: ma non ho nulla da rimproverare ai miei rapitori, anche se sono dimagrito così tanto: è come se mi avessero pagato una vacanza”. Non esattamente quello che ci si aspetterebbe di sentire dopo aver rischiato la pelle ma tant’è: così si è espresso al Tg 1 Paolo Bosusco poche ore dopo la liberazione dalla prigionia indiana dell’Orissa, per la precisione nello sperduto distretto di Kandhamal durata quasi un mese esatto, dal 14 marzo quando fu sequestrato insieme all’amico Claudio Colangelo, rilasciato il 25 marzo, mentre svolgevano trekking in una zona non esattamente sicura.

La liberazione, annunciata dalla tv indiana Ndtv, sarebbe avvenuta senza alcuna contropartita, non un riscatto ma neppure la liberazione di Aarti Majhi, la compagna di uno dei rapitori rapita due anni fa nella prigione di Berhampur per attività sediziose. La frase di per sé rimane comunque infelice e lo stesso Bosusco poche ore dopo a Sky l’ha definita una “battutaccia”. Niente di cui meravigliarsi troppo quindi visto che già Colangelo aveva rassicurato tutti sui metodi “gentili” usati dai rapitori nei confronti dei due italiani: Bosusco poi è di fatto un indiano d’adozione vivendo in Asia da 19 anni dove dirige un’agenzia di turismo-avventura a Puri. E comunque, tanto per buttarla sul ridere ora che si può, non dovrebbero esserci rischi di una Sindrome di Stoccolma.

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