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Lavorare o festeggiare – I 150 anni dell’Unità d’Italia

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Lavorare o festeggiare – I 150 anni dell’Unità d’Italia

Oggi l’Italia festeggia i suoi primi 150 anni di storia e lo fa sommersa da polemiche politiche e profonde crisi istituzionali. Un decreto legge ha deciso che oggi le aziende saranno chiuse e i ragazzi non andranno a scuola. E’ stata, questa, una decisione difficile che ha generato discussioni a tutti i livelli sociali. Le motivazioni erano diverse: c’erano i leghisti capitanati da Calderoli (“è incostituzionale non lavorare il 17 marzo”) mossi perlopiù da critiche nei confronti del concetto stesso di Unità e poi c’erano quelli preoccupati che un giorno di festa in più avrebbe leso l’economia del nostro paese, in particolare la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
Un decreto legge ha poi deciso che il 17 marzo sarebbe stato un giorno di festa nazionale e non si sarebbe lavorato e così è. Al di là delle motivazioni politiche che potevano portare al boicottaggio di questa giornata, le motivazioni economiche possono avere invece un loro perché condivisibile.

L’Italia non sta crescendo, il Pil è stagnante, i soldi sono sempre meno, eppure, a volte, in un momento di profonda crisi, quello che serve è proprio decidere di fermarsi e riflettere. La ricrescita (o rinascita) di questo paese potrebbe partire proprio da oggi, da questo ritrovato spirito nazionale e di coesione. Questa giornata dovrebbe essere vissuta come una spinta al miglioramento, mossi da quello spirito nazionale che aveva mosso 150 anni fa i padri della patria.

E voi, lavorate o festeggiate, oggi?

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