Lavoratori in nero nel Veneto COMMENTA  

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L’ispettorato del lavoro ha effettuato cinquemila controlli nel 2011 e ha individuato rilevanti irregolarità nel terziario: 1 su 4 sono le imprese con lavoratori in nero, 2 milioni di contributi evasi. L’unica eccezione è l’edilizia, dove l’irregolarità diminuisce.


Dopo il caso nella provincia di Bartletta, le recenti verifiche nella città più industrializzata d’Italia sono ancora più allarmanti. In particolare, sono 251 i lavoratori senza un contratto su 1073 posizioni verificate.

I numeri parlano chiaro: sono sempre più numerose le aziende del terziario, bar e negozi, che assumono lavoratori italiani senza contributi e per brevi periodi.

Il sommerso è diffuso in maniera capillare e diventa una pratica costante. Non mancano i casi di irregolarità per clandestini: l’anno scorso l’ispettorato ha scovato 31 clandestini nelle aziende del nord.

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Preoccupano le attività di fittizie cooperative che vendono manodopera a costi ridotti alle aziende nazionali, evitano i contratti nazionali, camuffano il part time per un full time oppure oltre le 40 ore. Il risultato è che i lavoratori italiani oltre a essere precari sono sottopagati e l’altro risultato sconfortante è che i dati dell’anno scorso non sono diversi da quelli di oggi: su 1800 706 erano irregolari. Sorprende l’edilizia con le verifiche di quest’anno: su 450 aziende, 75 sono fuori norma. Positivo l’esito nell’edilizia ma nel civilizzato Nord c’è ancora da “lavorare”.

 

Stefania Ditta

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