Lavoro e figli sono ancora incompatibili in Italia, per le donne

Economia

Lavoro e figli sono ancora incompatibili in Italia, per le donne

Nel nostro paese si parla molto di lavoro femminile, aspetto che è stato toccato anche da Elsa Fornero in alcune delle sue prime esternazioni da Ministro del Welfare. In effetti è un problema molto grave, una distorsione del mercato del lavoro che in Italia assume i toni di una vera patologia. Confermata da questo dato, arrivato dallo studio Istat focalizzato su “La conciliazione tra lavoro e famiglia”: sono 702 mila le occupate con figli minori di otto anni che dichiarano di aver interrotto temporaneamente l’attività lavorativa per almeno un mese dopo la nascita del figlio più piccolo, il 37,5% del totale delle madri occupate. Mentre, l’assenza temporanea dal lavoro per accudire i figli continua a riguardare, invece, solo una parte estremamente marginale dei padri. Anche il congedo parentale è utilizzato prevalentemente dalle donne, arrivando a riguardare una madre occupata ogni due, contro una percentuale del 6,9% dei padri. Insomma, il peso della famiglia continua a ricadere tutto sulle donne, tanto da impedirne una piena realizzazione sul fronte lavorativo.

E non si tratta solo di una questione culturale, se si pensa ad un altra notizia che è comparsa in questi giorni sugli organi di stampa, quella concernente la grande mobilitazione del WEB, al fine di spingere il governo a ripristinare una legge, la 188/2007, varata dal governo Prodi, contro le dimissioni in bianco. Si tratta di una pratica in uso nelle aziende e usata come arma di ricatto verso le donne incinte, mediante la quale vengono aggirate le leggi a tutela della maternità. La legge, che era stata approvata da una maggioranza trasversale, era poi stata cancellata dal ministro Sacconi e oggi si cerca di riesumarla con questa mobilitazione, che la dice lunga sulla gravità del problema. Insomma, in Italia, il lavoro per una donna continua ad essere un privilegio.

Donne al lavoro
Donne al lavoro

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