Lazio, colpo di scena finale: Reja rimane al suo posto

Calcio

Lazio, colpo di scena finale: Reja rimane al suo posto

Doveva cambiare tutto, ma non è cambiato niente. Ed il sospetto è quello che ci abbiano pure preso in giro. Edy Reja rimane alla guida della Lazio al termine di due tra le giornate più sofferte della storia recente del club: tutti felici e contenti, quindi, dai tifosi, che dopo aver contestato per mesi il tecnico lo hanno eletto a proprio beniamino in opposizione all’odiatissimo presidente fino allo stesso allenatore, che dopo le dimissioni di giovedì era stato convinto a rimanere da squadra e tifosi salvo doversi scontrare con l’intransigenza di Lotito. A pensarci bene però non sono tutti contenti: perché da tutto questo non esce certo rinforzata la figura di Tare, il vero “nemico” di Reja, e perché De Canio e soprattutto Zola, scomodato da Londra per un colloquio di due ore propedeutico ad un’assunzione, per poi rimanere beffato sul traguardo. Il tutto al termine di un pomeriggio lunghissimo e pieno di contraddizioni: dall’allenamento spostato di mezz’ora alla conferenza stampa rinviata di ora in ora in attesa di chiarimenti.

Alberto Bollini, Simone Inzaghi, Gianfranco Zola: la panchina della Lazio ha cambiato padrone infinite volte in poche ore per poi rimanere in possesso di colui che, sotto sotto, forse aveva capito prima di tutti che non se ne sarebbe più andato, che quelle dimissioni sarebbero state ritirate di fronte ad un colloquio franco con Lotito.

Dal canto suo il presidente è parso a lungo infastidito ma alla fine è venuto a Canossa: chissà se perché non convinto fino in fondo dalle alternative. Come interpretare infatti quel sorriso con cui Reja si era presentato all’allenamento mattutino, tipico di chi si è messo alle spalle le incomprensioni?

Così il sospirato colloquio ha limato le differenze d’opinione ed alle 20.30 il colpo di scena ha sorpreso tutti: Reja si è presentato in conferenza sostenendo che “tutto è tornato a posto: siamo pronti a lottare uniti per il bene della Lazio, le incomprensioni sono state superate”. Tutto è bene quel che finisce bene? Forse, ma da questa vicenda escono male tutti: un allenatore che si dimette per la terza volta e che per la terza volta rimane (a meno che non si sia trattato di una mossa strumentale) ed un presidente che non ha saputo gestire l’emergenza né a livello pratico né su quello mediatico.

Per finire con la squadra, che non ha potuto prepararsi al meglio alla partita contro la Fiorentina: ma una vittoria potrebbe rappresentare la svolta della stagione. Nel momento più inatteso.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche