Lazio: Reja rompe con Lotito. In arrivo De Canio

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Lazio: Reja rompe con Lotito. In arrivo De Canio

Doveva essere la giornata dei chiarimenti. Ed invece è stata quella della farsa, dei rinvii e degli imbarazzi. Il risultato è che a meno di quarantott’ore da una partita fondamentale per il futuro della Lazio (e ad una settimana dal derby), la squadra è di fatto senza un allenatore. Chi infatti pensava che quello di venerdì fosse il giorno della (ennesima) riappacificazione tra Reja e Lotito è rimasto deluso: anche l’ultimo baluardo in società (composta di fatto da due persone…) che ancora stava dalla parte del tecnico sembra avergli voltato le spalle dopo le “folli” richieste fatte dall’ormai ex allenatore biancoceleste nel sospirato incontro con il presidente avvenuto in serata. Ma andiamo con ordine. Dopo le parziali aperture di giovedì sera a Madrid, quando, pur senza dichiararlo ufficialmente, Reja si era detto possibilista riguardo all’eventualità di ritirare le dimissioni, l’allenatore goriziano ha regolarmente diretto la seduta di scarico di venerdì mattina e l’allenamento pomeridiano.

Il tutto in un clima ovattato, con due volanti della polizia a fare da sentinella e con un’aria da resa dei conti: Tare e Reja infatti non si parlano ed il ds è tornato a Roma da Madrid con un aereo personale.

Ma ad impressionare è quanto è successo al termine dell’allenamento: ore di assoluta incertezza, con Reja che ha fatto ritorno all’albergo dove risiede ed i giocatori rincasati senza alcuna certezza riguardo al giorno successivo neppure per quanto concerne l’allenamento. Una spia che qualcosa stava per succedere. E pur senza ufficialità, qualcosa è realmente successo: Reja avrebbe fatto arrivare a Lotito la sua richiesta-capestro per ritirare le dimissioni, ovvero il defenestramento immediato di Tare. Secco il no del presidente: da qui la rottura definitiva con Reja, come si evince dal giro di saluti ai responsabili dell’hotel che il tecnico avrebbe fatto in serata e dal fatto che Lotito abbia incontrato dopo le 20 Gigi De Canio.

L’accordo non è stato trovato ma la fumata bianca dovrebbe arrivare già nella notte (accordo fino a giugno con opzione di rinnovo in caso di terzo posto), sebbene per domenica sera si vada verso la soluzione-ponte dell’allenatore della Primavera Alberto Bollini.

Ad assistere sbigottiti al tutto sono i tifosi, le uniche vere vittime di una commedia che ha tanti colpevoli. Perché se questo bailamme è in gran parte stato provocato dalla società, che ha mal condotto il mercato invernale, le dimissioni non si possono presentare via fax ed alla vigilia di una partita europea ed inoltre, al terzo “tentativo”, devono essere davvero irrevocabili. Per non parlare della richiesta del siluramento di Tare e della gestione dilettantesca di tutta la giornata, che ricasca sulla società. Comunque finirà hanno perso tutti, compresa la squadra che si appresta a vivere tre mesi d’incertezza.

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