Le 5 isole più pericolose al mondo: la classifica

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Le 5 isole più pericolose al mondo: la classifica

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Le 5 isole più pericolose al mondo: la classifica

Mistiche, misteriose e affascinanti, queste sono le cinque isole più pericolose al mondo. Scopriamo insieme la classifica.

Hanno un fascino e una bellezza naturali, ma sono anche molto pericolose. Nell’articolo di oggi andremo a parlare delle cinque isole più pericolose al mondo. Queste isole, nonostante la loro indubbia bellezza, devono assolutamente essere escluse dalla lista dei posti da vedere.

Le isole più pericolose al mondo

Quando si pensa al pericolo riferito al mare si pensa immediatamente e solamente ad animali aggressivi come gli squali. Ma non è esattamente così. Esistono molti fattori da prendere in considerazione perché ricche di pericoli naturali e persino dannosi per la salute umana, vuoi per la ricca presenza di predatori o vere e proprie tribù ostili che farebbero di tutto per allontanare gli stranieri.

La lista delle isole più pericolose al mondo è in realtà infinita. Nell’articolo di oggi ci soffermeremo sulle prime cinque, sebbene l’ordine di scelta sia puramente casuale. I posti che elencheremo sono tanto affascinanti quanto mistici, su di loro aleggia un velo di mistero e forse anche questo attira i visitatori o rende queste isole meritevoli di attenzione, ma per quanto l’idea di un viaggio verso queste isole mistiche sia allettante, sarebbe meglio bandirla dalla vostra lista dei desideri e nel paragrafo che segue vi convincerete del perché.

Miyake-jima (Giappone)

L’isola nipponica è nota prevalentemente per la presenza di un vulcano attivo, il monte Oyama. Questo vulcano nel corso degli anni ha eruttato molto più di quanto ci si potesse aspettare.

Durante una delle eruzioni del 2005, il vulcano ha eruttato spesso un gas velenoso che ha costretto gli abitanti dell’isola ad indossare una maschera antigas per tutto il tempo. Da quel momento, quando sull’isola si registrano livelli alti di zolfo, suonano delle sirene che allertano tutti gli abitanti del pericolo. Nonostante ciò quest’isola è dotata di un fascino mistico e naturale assolutamente pazzesco.Miyake-jima

Isola della Reunion (Oceano Indiano)

Situata ad est del Madagascar, l’isola era una delle mete più ambite dai surfisti. Questo finché la Riserva Marina Naturale, nel 2007, non fece aumentare nelle sue acque il numero di squali, provocando, di conseguenza, un incremento sia degli attacchi che delle vittime. L’isola in sé non è pericolosa, ma sarebbe un bene stare alla larga dalle sue acque.

la-reunion

Ilha da Queimada (Brasile)

L’isola è meglio nota come “Isola dei Serpenti”. Questo per meglio evidenziare la sua caratteristica peculiare: la presenza numerosa di vipere dorate. Questi animali sono una varietà di serpenti a dir poco velenosa.

Fino al momento in cui la Marina Brasiliana non ha vietato all’uomo di risiedere sull’isola. La leggenda narra che per anni l’unico abitante sia stato il Guardiano del Faro.

quelmada

Bikini Atoll (Isole Marshall)

Dal 1997, l’Atollo di Bikini è stato nuovamente dichiarato abitabile. Nel 1946 tutti gli abitanti furono fatti evacuare nella vicina Isola di Rongrik, a causa dei test nucleari che gli Stati Uniti avrebbero voluto effettuare. Solo nel 1958 furono condotti ben 67 esperimenti nucleari. Tra questi l’esplosione della prima bomba all’idrogeno. Nei primi anni ’70, alcuni abitanti chiesero di poter tornare, il permesso fu loro negato per l’alta radioattività che si registrava nella zona. Ad oggi, nonostante tutto, l’Unesco ha dichiarato Bikini Atoll pericolosa per due motivi. Il primo è la massiccia presenza di squali nelle sue acque. Il secondo sono le scorie delle radiazioni che sono rimaste. Gli abitanti originari non sono mai più voluti ritornare ed i fondali, ricchi di relitti, sono ormai meta esclusiva dei sub.

bikini atoll

Ramree Island (Birmania)

L’isola è ricordata da tutti per un incidente che avvenne nel 1945.

Durante la Seconda Guerra Mondiale in seguito ad un combattimento tra truppe britanniche e giapponesi, questi ultimi furono costretti a fuggire nelle paludi che circondano l’isola e ad essere attaccati da un gruppo di coccodrilli d’acqua salata. Ancora oggi, secondo il Guinnes dei Primati, l’evento resta il più grande disastro causato dagli animali a danno dell’uomo.

ramree island

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