Le banche cinesi libere di fissare i tassi d’interesse sui prestiti.Fine della dittatura finanziaria della BCE

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Le banche cinesi libere di fissare i tassi d’interesse sui prestiti.Fine della dittatura finanziaria della BCE

China's Central Bank

Stamane è stata diffusa la notizia che gli istituti di credito cinesi, a partire da oggi saranno liberi di fissare autonomamente i tassi di prestito che verranno concessi a imprese e famiglie. Geniale. Al di la di ogni singolo pensiero ( che a volte può risultare fazioso dai più) circa le particolari connotazioni economiche e finanziarie mondiali attuali, ciò costituisce un traguardo estremamente significativo visto che le banche cinesi non potevano scendere sotto lo sconto del 30% rispetto al tasso di riferimento in vigore imposto dalla Banca Centrale Europea, per frenare la concorrenza sul mercato.

Si tratta di un fenomeno che si staglia all’interno di due dimensioni: una assoluta, relativamente all’assetto finanziario mondiale, che con questo provvedimento ha dato una sterzata notevole al regime dei tassi di interesse imposti (dalla BCE) per la concessione di prestiti a famiglie ed imprese; la seconda dimensione è relativa al venir meno del rapporto di dipendenza (finanziario e gestionale) tra la BCE e la Banca Centrale cinese e le varie affiliate.

Sono convinto che questa “liberalizzazione” finanziaria, legata al regime dei tassi di interesse sul prestito possa rappresentare una concreta risposta al “vulnus” che attanaglia il nostro sistema finanziario mondiale.

In che modo? Nel breve termine ciò consentirà di rilanciare la crescita dell’economia( non è forse questo l’impeachment europeo e italiano?) puntando sulla concessione di prestiti (quindi moneta circolante) che daranno linfa vitale al rilancio dell’economia ( ai minimi storici). Nel medio e lungo periodo, fissando ragionevolmente un limite dei tassi al di sotto del quale non è possibile scendere, si possono evitare rischi ulteriori favorendo la concorrenza sul mercato.

Adesso toccherà chiamare i “saggi” cinesi, non quelli di Napolitano.

Corrado Tardonato

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