Le biotecnologie in Italia – Rapporto Farmindustria 2013

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Le biotecnologie in Italia – Rapporto Farmindustria 2013

imagesFarmindustria e Assobiotec firmano la seconda edizione del Rapporto sulle biotecnologie del settore Farmaceutico in Italia nel 2013, il cui obiettivo è quello di fotografarne l’evoluzione, i principali trend e le nuove sfide, oltre a fornire approfondimenti su alcune tematiche rilevanti.

Il settore del farmaco biotech in Italia si compone di imprese del farmaco e di altre aziende biotech. Per le sue caratteristiche si configura come una risorsa per il Paese in termini di investimenti, fatturato ed occupazione, ma soprattutto per la rilevanza della ricerca e dell’innovazione rispetto ad altri settori. “ I farmaci biotech” afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria “offrono risposte innovative ai bisogni di salute con veri e propri salti nelle cure e con miglioramenti dei prodotti già disponibili”.

Il settore del farmaco biotech è costituito da 114 micro e piccole realtà, 29 medie imprese e 32 grandi aziende, prevalentemente in Lombardia (13 grandi, 17 medie e 40 pmi). Esso si differenzia in drug delivery, drug discovery e vaccini.

Il 90% del fatturato è dato da prodotti terapeutici, in particolare in oncologia.

Nelle microimprese, si registra un aumento del fatturato complessivo del 5,6% (283 milioni) ed una contrazione (-2,7%) del numero di addetti (712 unità). Gli investimenti sono cresciuti del 3,2% attestandosi a 287 milioni (pari al 20,4% del totale).

Nelle medie imprese invece si registra una diminuzione degli investimenti dell’1,4% (213 milioni) e un aumento dei fatturati del 65,7% (479 milioni), dovuto però per lo più alle performance delle imprese multinazionali delle quali fanno parte quasi tutte.

Le grandi imprese confermano il proprio ruolo di traino del comparto e sono sempre più orientate a riuscire ad immettere sul mercato, spesso in partnership con le PMI, un primo farmaco completamente sviluppato in Italia. Sono presenti infatti 79 progetti in Fase III e 59 progetti in Fase II. Cresce dell’1,6% (5.290 milioni) il fatturato, del 4,1% gli investimenti, mentre resta stabile il numero di addetti impiegati.

E’ quindi ora che all’industria farmaceutica sia riconosciuto il ruolo che gioca sotto il profilo economico e sotto quello della terapia”, continua Scaccabarozzi, “è necessario quindi un impegno radicalmente nuovo delle Istituzioni per eliminare le condizioni penalizzanti che rischiano di compromettere le potenzialità del settore anche in termini di driver di sviluppo industriale”.

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