Le caratteristiche del gatto Maine Coon

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Le caratteristiche del gatto Maine Coon

Nativo del Nord America, il Maine Coon è un probabile discendente dei felini domestici che approdarono in America provenienti dalle navi dei primi coloni. Secondo alcuni, deriverebbe dai felini norvegesi presenti sulle navi dei Vichinghi giunti per primi nel Continente.

Il clima rigido ha contribuito alla selezione dei soggetti più robusti e dal sottopelo folto. Oggi questo felino raggiunge un metro di lunghezza per 10 Kg di peso (14 Kg in alcuni casi!). Caratterizzato da un mantello lungo, abbondante e impermeabile, coda folta, testa grande, orecchie simili a quelle di una lince per i tipici ciuffetti di pelo e corpo robusto e allungato, termina lo sviluppo verso i 4 anni, trasformandosi da cucciolo vivace in adulto riflessivo e sicuro di sé.

Ha un carattere piacevole e capace di adattarsi; apprezza le coccole e può essere abituato ad uscire al guinzaglio. Mai aggressivo, è perfetto per i bambini. E’ uno dei gatti più “chiacchieroni” che esistano, e la cosa buffa è che, nonostante la mole, il suo miagolio è flebile e acuto come quello di un cucciolo.

Detesta la solitudine, e per questo sceglie gli angoli di casa più frequentati.

Il pelo, nonostante la lunghezza, non necessita di tante cure; lavarlo, comunque, non è un problema, visto che il “micione”, a differenza di quasi tutti i gatti, ama l’acqua! Fornitegli cibo in scatola e crocchette di ottima qualità. Fate però attenzione al frigorifero e alla dispensa, è molto abile a usare le zampe anteriori come se fossero delle mani e imparerà facilmente ad aprire gli sportelli, saccheggiando tutto ciò che troverà di gradimento.

Il nome “Maine Coon” significa “procione del Maine”, perché secondo la leggenda sarebbe il frutto dell’amore tra un gatto selvatico americano e un procione. Trattandosi di due specie diverse, questo “incrocio” è impossibile; per lo stesso motivo, resta solo una “favola” anche quella che lo considera nato da un accoppiamento tra lince e gatto! C’è poi chi sostiene che sia il pronipote di alcuni gatti d’Angora che la regina Maria Antonietta avrebbe salvato e spedito in America con l’intenzione di raggiungerli, ma sappiamo per certo che quest’ultimo racconto non corrisponde a verità storica.

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